martedì 1 Dicembre 2020

Ancler, l’applicazione salva polmoni

Dal mensile di aprile Una valle circondata da colline che sembrano canyon, scarsamente ventilata, dove inquinamento e polveri sottili persistono, concentrandosi nell’aria. La Valle del Sacco, oltre al problema dell’interramento di rifiuti, paga anche la sua naturale condizione orogeografica. «È come se ci trovassimo in una pentola piena di fumo chiusa con un coperchio», spiega a Nuova Ecologia il dottor Giambattista Martino, coordinatore scientifico dell’Associazione medici di famiglia per l’ambiente di Frosinone, da tempo la città più inquinata del Centrosud. Lo scorso anno, secondo il rapporto “Mal’aria” di Legambiente, per 68 giorni (contro i 35 consentiti dalla legge) le centraline Arpa hanno registrato livelli di pm10 superiori al limite consentito (50 microgrammi/m3 al dì). Un fenomeno responsabile di gravi cardiopatie, patologie respiratorie, neurologiche e neuro-degenerative (autismo e Alzheimer), che ha spinto l’associazione a correre ai ripari.

È nato così Ancler, uno strumento per il monitoraggio delle polveri sottili, sviluppato “dal basso” in collaborazione con il FabLab di Frosinone e la società Evlotica. Grazie alla tecnologia Iot (Internet of things) è in grado di confrontare in tempo reale i dati medici con i valori degli inquinanti atmosferici, consentendo di pianificare strategie di prevenzione mirate. Ad acquisirli, una rete di 45 centraline distribuite in vari comuni del frusinate, fra cui Anagni, Cassino, Giuliano di Roma. Attraverso speciali sensori, queste individuano le polveri sottili pm10, pm2,5 e le più piccole pm1, solitamente non contemplate, capaci di raggiungere cuore, polmoni, gonadi e cervello. «È un sistema più capillare ed esteso rispetto a quello usato dagli enti istituzionali», assicura il dottor Giambattista Martino. «Le centraline Arpa registrano la media giornaliera con tecniche di misurazione gravimetriche che “pesano” il particolato raccolto in appositi filtri nell’arco delle 24 ore. Non consentono la lettura continua dei dati, necessaria per stabilire i picchi della giornata». Ancler riesce a restituire questi valori grazie alla misurazione a scattering: un fascio di luce laser conta le particelle contenute nell’aria convogliata nel dispositivo, calcolate da un microprocessore che ne valuta quantità e grandezza momento per momento. «I dati vengono poi inoltrati via internet a un server cloud e raccolti sul sito web di Ancler e su un’applicazione mobile, consultabili anche dal cittadino in tempo reale, consentendogli di valutare se è il caso di uscire, stare in casa o fare sport», spiega Elena Papetti, presidentessa del FabLab di Frosinone. «Lo scorso gennaio nel capoluogo sono stati registrati valori fuori scala per l’80% della giornata, con picchi di 200/300 mgr di pm10. Ciò ci ha permesso di stabilire un rapporto fra gli accessi al pronto soccorso e la zona di residenza dei pazienti e di dimostrare come d’inverno l’aumento delle concentrazioni fa crescere il numero degli infarti. Servono interventi tempestivi delle amministrazioni», commenta Martino. Dalla chiusura del traffico a quella di scuole, centri anziani o sportivi nelle aree critiche. Quanto ai costi, Ancler viene dato a noleggio a circa 80 euro al mese ai Comuni richiedenti. Un progetto etico al servizio della prevenzione, attento all’ambiente e alla salute della persona.

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