Amianto, l’8 novembre presidio dei sindacati a Roma

Cgil, Cisl e Uil annunciano una mobilitazione di fronte alla sede del ministero del Lavoro: “Questo killer silenzioso continua a mietere oltre 3.000 vittime ogni anno, accelerare la bonifica per interrompere questa strage continua”

L'immagine di un'operazione di bonifica da scorie di amianto

Cgil, Cisl e Uil chiedono risposte al Governo sulla questione amianto. In una nota congiunta diffusa oggi, lunedì 5 novembre i segretari confederali delle tre confederazioni Maurizio Landini, Angelo Colombini e Silvana Roseto, hanno annunciato per l’8 novembre un presidio a Roma davanti alla sede del ministero del Lavoro.

“Questo killer silenzioso continua a mietere oltre 3.000 vittime ogni anno – si legge nella nota – bisogna accelerare decisamente la bonifica per interrompere questa strage continua e silenziosa che può regredire solo garantendo una effettiva bonifica dell’amianto negli ambienti di vita e di lavoro dei cittadini e dei lavoratori. Bisogna garantire la giustizia previdenziale ai lavoratori esposti all’amianto che hanno un’aspettativa di vita più bassa rispetto alla generalità dei lavoratori,  superando una frastagliata e contraddittoria legislazione. Bisogna risarcire dignitosamente le vittime innocenti di questa strage silenziosa sull’esempio del modello della sicurezza sociale della Francia. Bisogna rafforzare le strutture dei Centri Operativi Regionali per la rilevazione di tutti i tumori dovuti all’amianto per individuare le causali delle patologie asbesto correlate e definire piani puntuali di prevenzione e di bonifica. Bisogna dare certezza di un sistema sanitario di qualità, specialistico ed omogeneo sul territorio nazionale  che si prenda cura delle persone malate a causa dell`amianto sia attraverso la sorveglianza sanitaria attiva che con la  specializzazione di centri clinici di alto livello.Bisogna finanziare concretamente la ricerca preclinica e clinica sulle terapie efficaci per la cura dei mesotelioma”.

Prima dell’8 novembre, le tre sigle sindacali si muoveranno già il 6 novembre con presidi a Milano e Bari di fronte ai palazzi delle prefetture. L’obiettivo è ottenere al più presto un incontro con il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.