Amianto, 385 milioni per la bonifica degli edifici pubblici

Il Ministero dell’Ambiente mette a disposizione fondi per le Regioni e le Province autonome. Gli interventi dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2025. È del 1992 la messa al bando della fibra killer

Un'operazione di bonifica su un tetto di un capannone ricoperto di amianto

In arrivo 385 milioni di euro per la bonifica dall’amianto negli edifici pubblici, in particolare per la rimozione e lo smaltimento nelle scuole e negli ospedali. Lo prevede il “Piano di bonifica da amianto”, previsto nel secondo Addendum al Piano operativo “Ambiente” approvato dal Cipe nel 2016 e adottato adesso con un provvedimento dalla Direzione generale competente del ministero dell’Ambiente.

Nel piano, sono individuati i soggetti beneficiari delle risorse (Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano) e le modalità di trasferimento. I soggetti beneficiari individuano, a loro volta, gli interventi da finanziare e ne curano la gestione, il controllo e il monitoraggio sulla realizzazione.

“Con questi fondi per la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici – ha affermato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – daremo priorità al risanamento delle scuole e degli ospedali italiani. Confido nella collaborazione con le Regioni e le Province autonome per dare avvio subito ai progetti più urgenti. È fondamentale accelerare la messa in sicurezza del Paese perché i soldi ci sono e vanno spesi. I cittadini hanno atteso abbastanza”.

Centosette milioni in Sicilia, 74 in Puglia, 43 in Calabria, 35 in Sardegna, 14 e 16 milioni rispettivamente nel Lazio e Lombardia. Sono solo alcune delle somme stanziate dal Ministero dell’Ambiente. Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto 2.400 scuole e 250 nosocomi registrano presenza della fibra.

Il Ministero dell’Ambiente si impegna a garantire che le Regioni e le Province autonome ricevano tutte le informazioni pertinenti per l’attuazione degli interventi, in particolare le istruzioni sulle modalità per la corretta gestione, verifica e rendicontazione delle spese, attraverso anche la condivisione di quanto previsto dal Sistema di gestione e controllo del Piano operativo “Ambiente”.

Tutti gli interventi dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2025. I 385 milioni di euro sono stati ripartiti secondo i coefficienti di assegnazione regionale utilizzati per le risorse del Fondo sviluppo e coesione. Alla Regione Sicilia sono stati assegnati i finanziamenti più corposi: 107 milioni di euro. In seconda posizione la Puglia, con 74 milioni di euro, e la Calabria, con 43 milioni di euro.