Ambientalista dell’anno 2018, il premio va a Giovanni De Feo

Assegnato a Casale Monferrato il Premio Luisa Minazzi promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia. Il progetto educativo ‘Greenopoli’ ha saputo rendere comprensibile per tutti l’evoluzione verso la società low carbon ICONA recensioni I riconoscimenti speciali per gli otto finalisti

La foto di Giovanni De Feo, Ambientalista dell'anno 2018

Giovanni De Feo, docente di Ecologia industriale all’ateneo di Salerno, è l’Ambientalista dell’Anno 2018. Il suo progetto educativo ‘Greenopoli’ gli è valso la dodicesima edizione del Premio Luisa Minazzi, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia insieme a un vasto Comitato organizzatore di cui fanno parte diverse associazioni di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Attivista piemontese, scomparsa nel 2010, Luisa Minazzi è stata tra i fondatori del circolo di Legambiente di Casale Monferrato, nonché un simbolo della lotta contro l’amianto.

La cerimonia di premiazione si è tenuta la sera del 7 dicembre nell’aula consiliare del Comune di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, a conclusione del Festival della virtù civica, realizzato dall’associazione Amici di Luisa insieme al Comune di Casale Monferrato e al Parco del Po, in collaborazione con Weleda, la media partnership de La Stampa – Tuttogreen e del bisettimanale Il Monferrato. 

Al progetto educativo di Giovanni De Feo è stato riconosciuto il merito di aver saputo divulgare, in maniera semplice e convincente, i principi della sostenibilità rendendo comprensibile e desiderabile l’evoluzione verso la società low carbon. ‘Greenopoli’ si è dimostrato in grado di raccontare anche ai giovanissimi concetti a volte molto complessi attraverso il web e incontri dal vivo a base di rap e narrazioni.

“Anche quest’anno il Premio è stata l’occasione per raccontare le storie di donne e uomini che s’impegnano, ciascuno a modo proprio, per il benessere della comunità, la diffusione del messaggio ambientale, l’innovazione d’impresa, la salvaguardia del territorio – ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente -. Tutte storie di un’Italia capace e sensibile, di persone che in tanti modi diversi vogliono contribuire al cambiamento. Senza dimenticare che il Premio è intitolato a una donna simbolo di una delle battaglie più dure e importanti per il nostro Paese, quella contro l’amianto che, nonostante 26 anni fa sia stato messo al bando con la legge 257/92, continua a essere molto diffuso su tutto il territorio nazionale e continua a minacciare salute e ambiente. Anche la scelta di Casale Monferrato come luogo in cui si svolge il premio è importante. Qui dopo tanti anni si è conclusa la bonifica degli stabilimenti dell’Eternit e al loro posto è sorto un parco cittadino, a testimoniare che le battaglie per l’ambiente e la salute, anche le più difficili, si possono vincere”.