Amazzonia, i supermercati del Regno Unito minacciano di boicottare i prodotti brasiliani

Le grandi catene britanniche si schierano contro un disegno di legge attraverso cui il Congresso brasiliano punta a dare via libera a nuove deforestazioni favorendo i latifondisti / Amazzonia, due nuovi studi confermano l’aumento di deforestazioni con Bolsonaro

Amazzonia deforestazioni

Le più grandi catene di supermercati del Regno Unito minacciano di boicottare i prodotti del Brasile per fare pressione sul presidente Jair Bolsonaro e indurlo a porre un freno alle deforestazioni selvagge in Amazzonia.

Come riportato da Climate News Network, oltre 40 aziende, tra cui Tesco, Sainsburys, Waitrose, Morrisons, Lidl, Asda e Marks & Spencer, hanno firmato una lettera aperta spiegando le ragioni del boicottaggio, a cui si sono uniti anche il fondo pensioni svedese AP7 e la società di servizi finanziari norvegese Storebrand.

Questa presa di posizione ha già sortito un primo effetto. Il Congresso nazionale brasiliano ha infatti deciso di rinviare la discussione di un disegno di legge fortemente voluto dal presidente e che se approvato, in sostanza, non farà altro che dare il via libera a nuove deforestazioni. Secondo l’Istituto Imazon, una delle principali ong brasiliane, se approvato il disegno di legge porterebbe infatti a un aumento delle deforestazioni tra 11mila e 16.000 chilometri quadrati.

“Se la misura dovesse passare, incoraggerebbe ulteriori appropriazioni di terre e una deforestazione diffusa che metterebbe a repentaglio la sopravvivenza dell’Amazzonia e il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, minacciando i diritti delle comunità indigene”, si legge nella lettera. Pertanto, prosegue la missiva, “riteniamo che ciò metterebbe a rischio anche la capacità di organizzazioni come la nostra di continuare a rifornirsi dal Brasile in futuro”, sottolineando l’importanza della tutela dell’Amazzonia per l’ambiente e per la lotta globale ai cambiamenti climatici.

Oltre al Regno Unito, in attesa delle prossime mosse del governo brasiliano resta alla finestra anche il parlamento europeo. L’Ue deve ancora approvare un accordo commerciale con i Paesi del blocco Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Difficile però credere che Bruxelles andrà al muro contro muro con Bolsonaro per la salvaguardia dell’Amazzonia, con il rischio di veder migrare altrove i proventi di questa intesa. 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

SOSTIENI IL MENSILE