Amazzonia, scoperta una rara specie di uccello ibrido

Il manachino corona dorata sarebbe infatti la prima specie nata per ibridazione. Un caso di estremo interesse scientifico

Secondo lo studio del team di ricercatori dell’Università di Toronto, guidato da Jason Weir e Alfredo Barrero-Guzman, il manachino corona dorata sarebbe infatti la prima specie nata per ibridazione mai scoperta in Amazzonia. E a dimostrarlo non sono solo i geni, ma anche le bellissime piume dorate che ricoprono il suo capo e che svelano un passato fatto di incroci tra due specie e di nuovi caratteri. “Non cessano, a distanza di anni, le continue conferme a quel fondamentale meccanismo che Charles Darwin poco meno di due secoli fa ha descritto con cura e che è ancora oggi una delle fondamentali scoperte della scienza – spiega Stefano Raimondi coordinatore Aree Protette e Biodiversità di Legambiente – l’evoluzione per selezione naturale da cui consegue che la speciazione, processo evolutivo poi sviluppato nei dettagli da Enst Mayr agli inizi del ‘900, ne rappresenta uno dei motori principali. La descrizione di questa nuova entità specifica in Amazzonia rappresenta in particolare un esempio di speciazione per ibridazione, cioè specie strettamente affini tra loro che producono ibridi fertili tali che la popolazione che si genera può mantenersi nel corso degli anni, acquisendo proprie caratteristiche che la distanziano sempre più nel tempo dalle popolazioni parentali”.

Il fenomeno della speciazione, che risulta invece molto più frequente tra le piante, è piuttosto rara nel regno animale. Questo rende il caso di questi “passeriformi amazzonici” di estremo interesse scientifico. “Se non fosse per l’ibridazione intervenuta – conclude Raimondi – il caso ricorderebbe molto da vicino  i ben noti “fringuelli di Darwin” uno degli esempi più classici nella storia dell’evoluzionismo, in particolare di quel particolare tipo di speciazione che si verifica allor quando interviene una separazione (per cause geografiche in questo caso) tra le popolazioni parentali ed una piccola frazione di essa, impedendo di fatto il flusso genico e sviluppando, in tal modo, meccanismi di isolamento riproduttivo che portano alla nascita di una nuova specie”.
Secondo lo studio, infatti, le due specie di manachini “parentali” – i manachini caponiveo e i manachini capopale – si sarebbero ibridati circa 180.000 anni fa, quando entrambe avevano appena 300.000 anni. Tutte e tre sono, quindi, specie giovanissime rispetto agli altri uccelli dell’Amazzonia che hanno tra i 2 ai 4 milioni di anni. E l’incrocio sarebbe avvenuto in un’area di confine tra i due areali generando appunto una popolazione ibrida che, a un certo punto, ha smesso di incrociarsi liberamente con le specie parentali. Un isolamento genetico dovuto molto probabilmente alle barriere geografiche sorte in seguito all’ultima glaciazione.