domenica 18 Aprile 2021

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Almamegretta, con il Sud e l’ambiente nel cuore

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Anche quest’anno Monte Sant’Angelo, paese in provincia di Foggia e patrimonio dell’Unesco, tornerà a riempire le sue piazze e i suoi vicoli con Festambiente Sud per la sua dodicesima edizione. E sarà tanta la musica, a cominciare dalla direzione musicale curata da Paolo Fresu. Il musicista, per la seconda volta direttore artistico, porterà sulla scena, dal 21 al 24 luglio, artisti internazionali e italiani di grande calibro per una rassegna di jazz prevalentemente continentale: dal serbo Bojan Z allo svedese Lars Danielsson, dalla danese Caecile Norby agli italiani Alborada String Quartet e Paolo Angeli. Dopo il successo dello scorso anno tornerà Omar Sosa, per la prima data del nuovo tour “Eros”, che lo vedrà impegnato in duo proprio con Paolo Fresu. Di musica, d’altronde, a Festambiente Sud ce ne sarà tanta, di tutti i tipi. Come testimonia il concerto degli Almamegretta il 30 luglio. Proprio per questo abbiamo intervistato Raiz, il leader del gruppo. «È la nostra prima volta a Festambiente Sud, abbiamo deciso di partecipare perché è una bella manifestazione, di successo – ha commentato – Ma ancora più importante è l’idea che c’è dietro questa festa: quella di convogliare risorse verso l’ecologia. Inoltre condivido pienamente il tema centrale di quest’anno: l’economia civile. Non credo che il Pil sia un metro giusto per misurare la condizione economica di un paese, credo nella decrescita come possibilità di crescita».

Vivere nel rispetto dell’ambiente è possibile?
L’impatto ambientale di ognuno di noi sull’ambiente è massiccio. Ad esempio i prodotti che decidiamo di acquistare hanno già avuto un impatto sull’ambiente durante la produzione: siamo corresponsabili e non possiamo nasconderci.

Quali sono le tue pratiche quotidiane per minimizzare l’impatto?
La raccolta differenziata è la cosa più immediata e facile da fare. Personalmente cerco di usare l’automobile il meno possibile e quindi uso anche altri mezzi per spostarmi. Chi ha consapevolezza ha il dovere di stare attento. La coscienza ecologica è ancora una scelta elitaria: non è ancora alla portata di chi, per esempio, la differenziata non la può fare o non può rinunciare alla macchina perché, nel primo caso, i cassonetti non li ha o, nel secondo, non ha mezzi alternativi per muoversi. Più si vive in situazioni di povertà urbana e più si impatta, un quartiere povero pesa di più sull’ambiente. Il disagio e la povertà purtroppo sono spesso nemici delle scelte ecologiche e ambientali perché le persone che ne soffrono sono impegnate a sopravvivere e le priorità sono altre.

Protagonista delle vostre canzoni è da sempre il Sud del mondo. Che cosa ha da insegnare al Nord del mondo?
Il Sud può ancora insegnare il senso di solidarietà e soprattutto di umanità che è sparito nelle società ricche: in questo senso può essere ancora maestro di vita. Anche in ambito ecologico avrebbe qualcosa da insegnare al Nord: ad esempio le tradizioni nel creare certi prodotti che sono meno impattanti per l’ambiente. Le zone più sviluppate cercano di ritornare a quei prodotti attraverso la scienza e la tecnologia, dopo il salto nel baratro della sovrapproduzione e del consumismo. Il Sud invece questo salto nel baratro non l’ha ancora fatto. Nonostante sia quello che è stato più toccato dalla globalizzazione, non ha perso il contatto con le proprie radici, le ha preservate.

Con “Figli di Annibale” e “La Cina è vicina” ci avete descritto la società multiculturale in cui oggi ci troviamo a vivere. Quanta consapevolezza c’è sul fatto che ormai indietro non si può tornare?
Non si torna indietro, questo lo diciamo da tempo, dal primo giorno della creazione del gruppo. D’altronde “Almamegretta” significa proprio “anima migrante”. Prima il cambiamento era una tendenza, ora è qui, è arrivato e bisogna accettarlo. Non bisogna dimenticare le nostre differenze, per evitare l’appiattimento. Il dialogo è la via che ci consentirà di sopravvivere come comunità multiculturale e che rafforzerà la nostra tradizione.

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