All’ombra della Fenice

Fenghuang, la “Venezia” d’Oriente, è un esempio unico di architettura integrata nel paesaggio

Un'immagine di Fenghuang

Leggenda vuole che due fenici, uccelli sacri agli egizi simili alle aquile, volassero sopra Fenghuang, e incantati si librassero nel vento senza riuscire a lasciare il villaggio, il cui nome tradotto dal cinese significa appunto “Fenice”. Si tratta della città che si è guadagnata le definizioni di “più bella della Cina” e “Venezia dell’Est”. Ospita più di trecentomila residenti e sorge sul fondo della valle attraversata dal fiume Tuo Jiang, al confine occidentale della provincia di Hunan.

Fenghuang fu costruita durante la dinastia Ming e Qing sul sito di un insediamento più antico e ancora oggi mantiene il suo aspetto originale: esempio unico di architettura cinese integrata nel paesaggio naturale. Il verde intenso degli alberi che colorano le montagne nei dintorni cede lentamente il passo alle mura, alle porte, alle torri e alle residenze originali, costruite su palafitte e affacciate sul fiume.

Come tutte le città legate all’acqua è dall’acqua che offre i suoi scorci migliori da ammirare, condotti in barca da uno dei residenti. La pagoda di Wànmíng, il ponte di Hóng, illuminati nelle ore notturne, e il tempio di Wànshòu sono tra le attrazioni più affascinanti, mentre per una gita fuori città Qíliáng Dòng, la grotta attraversata da canali e cascate sotterranee, concede l’opportunità di godere dell’incanto naturale.

Fenghuang è da sempre punto di incontro e scambio, culturale oltre che commerciale, tra gli Han, gruppo etnico maggioritario del paese, e le etnie minori del sudovest montuoso al confine con le pianure centrali. La città è curiosamente famosa anche per le sue caramelle allo zenzero. Per gustarle, l’aeroporto di Tongren e la stazione ferroviaria di Jishou sono i punti di accesso più opportuni.