mercoledì 27 Ottobre 2021

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Acceleriamo verso l’economia del clima

Accelerare verso l’accordo sul clima, verso regole che orientino i flussi finanziari nella direzione dell’economia decarbonizzata, verso una nuova economia climatica. “Accelerare” è il verbo ripetuto più volte da Ségolène Royal, ministro francese dell’Ecologia, dello sviluppo sostenibile e dell’energia, durante il suo intervento agli Stati generali sui cambiamenti climatici il 22 a Roma e poi, il giorno dopo, tramite il videomessaggio ai giornalisti ambientali della Fima riuniti nell’Ambasciata di Francia. «Il momento non è stato mai così propizio per un’avanzata mondiale che impegni tutti i nostri paesi sul cammino della crescita verde rafforzata, per la prima volta, da una reale solidarietà climatica» ha detto. Ségolenè Royal sente, dunque, la possibilità di portare a casa un risultato storico a fine anno, quando a Parigi si svolgerà la Cop21 sul clima. Riuscirà nell’intento? Vedremo. Intanto mostra idee chiare e volontà di persuadere i partner europei e mondiali a raggiungere obiettivi concreti che sono, a suo modo di vedere, a portata di mano. «Non è più questione di sapere se bisogna agire – ha precisato– ma di sapere come agire». Cita soluzioni ai cambiamenti climatici già esistenti in vari settori: trasporti, economia circolare, energie rinnovabili, città sostenibili, edilizia a energia positiva.

È tempo, dunque, di compiere la terza rivoluzione industriale, che sia climatica, digitale, tecnologica. Una transizione da compiere coinvolgendo con equità e solidarietà i paesi poveri perché «la lotta contro i cambiamenti climatici è una chance democratica». Ma la strada verso Parigi non è in discesa, Ségolenè lo sa. «Le difficoltà maggiori – mette in guardia il ministro francese – possono presentarsi nel raggiungimento di un accordo finanziario per transitare verso un’economia decarbonizzata». Le condizioni però sembrano essere propizie: «Mai come oggi nella storia della Repubblica francese c’è la convinzione di ridurre l’uso del carbone», dice. E a chi chiede del nucleare francese ricorda che la Francia ha piani per ridurre dal 75% al 50% del suo contributo energetico entro il 2025.

Accelerare, insomma, questo è il momento. E la volata la tira anche Papa Francesco con l’enciclica “Laudato Si’”. «Prima le questioni climatiche erano appannaggio solo degli scienziati. Ora questi temi hanno anche la forza della connessione fra l’essere umano e la natura – commenta Ségolenè Royal – Il Papa ha anche fatto un forte richiamo all’azione». Dietro questa volontà di avanzare velocemente ci sarà pure l’ambizione francese di chiudere un accordo storico a Parigi. Un’ambizione che il ministro non nasconde citando, proprio in Italia, Michelangelo e Machiavelli. “Il più grande pericolo, diceva, non è che il nostro obiettivo sia troppo elevato e che lo manchiamo; ma che sia troppo basso e che lo realizziamo”, scriveva il primo. E poi, Machiavelli: “Là dove la volontà è grande, le difficoltà diminuiscono”. Allez France, verso #unnuovoclima.

Francesco Loiacono
Direttore La Nuova Ecologia. Giornalista ambientale autore di inchieste su dissesto idrogeologico, inquinamento industriale, bonifiche e amianto. Email: direttore@lanuovaecologia.it Twitter: @francloia

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