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All’esame del clima

foto Cop25 Madrid 2019

Quest’anno, in Europa e nel mondo, milioni di cittadini sono scesi in piazza per chiedere ai governi risposte forti e immediate all’emergenza climatica e all’ingiustizia sociale. Due facce della stessa crisi che rischia di compromettere il futuro soprattutto dei giovani. Mobilitazioni e proteste che nelle scorse settimane hanno paralizzato il Cile e spinto il suo governo a chiedere lo spostamento della Conferenza sul clima (Cop25) prevista a Santiago dal 2 al 13 dicembre.
Grazie alla disponibilità del governo spagnolo, il summit si terrà (si sta tenendo mentre leggete queste righe) negli stessi giorni a Madrid, dove l’Europa deve essere alla testa delle maggiori economie del pianeta per chiedere di incrementare entro il 2020 gli attuali impegni di riduzione delle emissioni al 2030, in coerenza con la soglia critica di 1,5 °C prevista dall’Accordo di Parigi. In Spagna, nello stesso tempo, va rivisto il sistema di aiuti per le comunità dei Paesi poveri colpite da disastri climatici. Serve un impegno chiaro per mettere a loro disposizione almeno 50 miliardi di dollari entro il 2022. Devono essere risorse aggiuntive rispetto ai 100 miliardi l’anno per il sostegno alle azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, già previsti per il 2020 e da estendere al 2025 in attesa della revisione complessiva del sistema di aiuti. Inoltre, nelle linee guida del ricorso ai meccanismi di mercato previsti dall’Accordo di Parigi, va assicurato il phasing-out dei meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto e l’introduzione di criteri stringenti per evitare qualsiasi forma di “doppio conteggio” delle riduzioni di emissioni.
Il 12 e 13 dicembre, in contemporanea con la chiusura della Cop25, ci sarà a Bruxelles il Consiglio europeo, che ha in agenda l’adozione della Strategia climatica di lungo termine. Una possibile svolta per la leadership climatica del continente, che potrebbe contribuire al successo della Cop25 e creare le condizioni politiche indispensabili per accelerare la decarbonizzazione della nostra economia.

Mauro Albrizio
Mauro Albrizio è responsabile dell'ufficio europeo di Legambiente a Bruxelles

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