Allarme Oxfam: l’82% della ricchezza globale all’1% della popolazione

Il nuovo rapporto dell’ong “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”, è stato diffuso ieri alla vigilia del meeting annuale del Forum economico mondiale di Davos. Da marzo 2016 a marzo 2017, il numero di miliardari è aumentato al ritmo impressionante di 1 ogni 2 giorni

L’82% dell’incremento di ricchezza netta registratosi tra marzo 2016 e marzo 2017 è andato all’1% più ricco della popolazione globale. “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”, il nuovo rapporto di Oxfam è stato diffuso ieri alla vigilia del meeting annuale del Forum economico mondiale di Davos. Da marzo 2016 a marzo 2017, il numero di miliardari è aumentato al ritmo impressionante di 1 ogni 2 giorni. Negli Stati Uniti si calcola che un amministratore delegato possa percepire in poco più di 1 giorno una cifra pari al reddito medio che un lavoratore della compagnia da lui amministrata percepisce in 1 anno.”Un nuovo miliardario ogni 2 giorni non è sintomo di un’economia fiorente, se a pagarne il prezzo sono le fasce più povere e vulnerabili dell’umanità. L’attuale sistema economico crea miseri e disuguali, offrendo lavori rischiosi, sotto-retribuiti e precari e abusando sistematicamente dei diritti di chi lavora. Basti pensare che oggi il 94% degli occupati nei processi produttivi delle maggiori 50 compagnie del mondo è costituito da persone ‘invisibili’ impiegate in lavori ad alta vulnerabilità senza adeguata protezione – ha detto Maurizia Iachino, presidente di Oxfam Italia -. Le persone che confezionano i nostri abiti, assemblano i nostri cellulari, coltivano il cibo che mangiamo vengono sfruttate per assicurare la produzione costante di un gran volume di merci a poco prezzo e aumentare i profitti delle corporation e degli investitori. Fino a quando per il sistema economico globale la remunerazione della ricchezza di pochi rimarrà un obiettivo predominante rispetto alla garanzia di un lavoro dignitoso per tutti, non sarà possibile arrestare la crescita di questa estrema e ingiusta disuguaglianza”.

 
“Ricompensare il lavoro, non la ricchezza” analizza le cause per cui, nell’attuale sistema economico, il costante incremento dei profitti di azionisti e top manager corrisponde a un peggioramento altrettanto costante dei salari e delle condizioni dei lavoratori. Tra le ragioni principali: la forsennata corsa alla riduzione del costo del lavoro che porta all’erosione delle retribuzioni; la colpevole negligenza verso i diritti dei lavoratori e la drastica limitazione del loro potere di contrattazione nel mercato globale; processi di esternalizzazione lungo le filiere globali di produzione; la massimizzazione ‘ad ogni costo’ degli utili d’impresa a vantaggio di emolumenti e incentivi concessi ai top-manager; la forte influenza esercitata da portatori di interessi privati, capace di condizionare le politiche.

Secondo il rapporto, negli ultimi gradini della piramide sociale si trovano spesso le lavoratrici: in tutto il mondo guadagnano meno degli uomini, operando frequentemente in ambiti sottopagati e privi di sicurezza per chi lavora. Disuguitalia 2018. La disuguaglianza desta seria preoccupazione anche in Italia. A metà 2017 il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta, il successivo 20% ne controllava il 18,8%, lasciando al 60% più povero appena il 14,8% della ricchezza nazionale. La quota di ricchezza dell’1% più ricco degli italiani superava di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione. Nel periodo 2006-2016 la quota di reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuita del 28%, mentre oltre il 40% dell’incremento di reddito complessivo registrato nello stesso periodo è fluito verso il 20% dei percettori di reddito più elevato. Intervistando 70.000 persone in 10 paesi, Oxfam ha rilevato che circa 2/3 di loro ritengono che il divario tra ricchi e poveri debba essere affrontato con urgenza. Per questo Oxfam chiede ai governi di adottare una serie di misure atte a contrastare l’estrema disuguaglianza e costruire opportunità di lavoro ben retribuito e tutelato.
Tra le proposte: incentivare modelli imprenditoriali che adottino politiche di maggiore equità retributiva e sostengano livelli salariali dignitosi; introdurre un tetto agli stipendi dei top-manager, così che il divario retributivo non superi il rapporto 20:1 ed eliminare il gap di genere; proteggere i diritti dei lavoratori, specialmente delle categorie più vulnerabili: lavoratori domestici, migranti e del settore informale, in particolare garantendo loro il diritto di associazione sindacale; assicurare che i ricchi e le grandi corporation paghino la giusta quota di tasse, attraverso una maggiore progressività fiscale e misure solide di contrasto all’evasione ed elusione fiscale; aumentare la spesa pubblica per servizi come sanità, istruzione e sicurezza sociale a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione, continua Oxfam.