Allarme diossina nel Pavese

Ansia per le conseguenze dell’incendio divampato in un capannone abbandonato lungo la provinciale 31. Cento le persone evacuate per precauzione. Ma sono tutti gli abitanti della zona invitati a restare in casa e a rivolgersi ai medici in caso di disturbi respiratori

incendio

I Vigili del fuoco sono ancora al lavoro per finire di domare l’incendio del capannone abbandonato di Corteolona e Genzone, in provincia di Pavia, divampato ieri sera intorno alle 19.30. Sul posto sono impegnati circa trenta pompieri, una decina invece i mezzi dei comandi provinciali di Pavia, Milano e di alcune sedi dei Vigili del fuoco della zona.

Le fiamme si sono sviluppate all’interno di un capannone industriale in cemento abbandonato di circa duemila metri quadrati, lungo la provinciale 31, all’interno del quale erano stoccati da chissà quanto tempo materiali vari, fra cui scarti di materiale plastico. Alcuni residenti avrebbero spiegato di aver visto, negli ultimi mesi, camion entrare e uscire scaricando materiale.

La lunga colonna di fumo che ieri si è alzata su gran parte della Bassa pavese, in particolare fra Belgioioso e Miradolo Terme, ha creato un’emergenza sotto il profilo di un possibile inquinamento ambientale. Un centinaio di persone sono state evacuate in via precauzionale da Cascina San Giuseppe, frazione di Inverno e Monteleone, dove l’Arpa ha posizionato il campionatore per valutare l’eventuale presenza di diossine.

Le autorità hanno invitato i cittadini a farsi visitare in caso di infiammazioni, consigliano inoltre di tenere le finestre chiuse a livello precauzionale. In giornata i sindaci saranno chiamati a valutare i risultati che arriveranno dalle analisi dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, per poi eventualmente pubblicare ordinanze o avvisi per la popolazione.

“Siamo in allarme per la nube, ovviamente tossica, visto che stanno bruciando pneumatici e plastica, che si è sprigionata dall’incendio” ha dichiarato la scorsa notte il sindaco di Inverno e Monteleone, Enrico Vignati. “Noi sindaci della zona siamo stati contattati a due ore dall’inizio dell’incendio da un funzionario dell’Arpa, il quale, considerato il rischio ambientale, ci ha chiesto di monitorare il paese”.