martedì 26 Ottobre 2021

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Alla radice del problema

foto di Loiacono.jpgNon è un numero come gli altri, quello che i nostri abbonati avranno fra le mani. E non poteva esserlo. L’emergenza sanitaria ci ha giustamente imposto modalità nuove di lavoro. Un giornale, soprattutto una rivista come la nostra, nasce all’interno di una comunità. Scrivere e impaginare un numero in smart working lo priva dello spontaneo scambio umano che lo arricchisce. Ma ci sono risvolti positivi nel telelavoro, soprattutto per l’ambiente, e dopo questa esperienza tutti avremo imparato a esaltare quelli che possono migliorare le nostre esperienze professionali.

Abbiamo messo un po’ di sale in più sul nostro lavoro mensile cambiando il tema della storia di copertina a pochi giorni dall’invio del numero in tipografia. Dietro c’è la scelta di raccontare quello che vediamo con le lenti dei giornalisti ambientali nel diffondersi del Coronavirus. Questa epidemia è l’ultimo di tanti disastri naturali che sconvolgono la Terra. Tutti di scala globale, tutti di dimensioni “mai viste”: gli incendi delle foreste a ogni latitudine, lo scioglimento dei ghiacciai, lo scongelamento del permafrost, gli eventi estremi, le temperature record. Per non dimenticare che la concentrazione di CO2 nell’atmosfera il 16 marzo è arrivata a 414,35 ppm.

“Natura malata, pianeta infetto”, il titolo scelto parafrasando un numero de L’Espresso del 1955, “Capitale corrotta, nazione infetta”, richiama alla circolarità dei fenomeni naturali e al loro intreccio con l’azione umana. La virologa italiana di fama internazionale Ilaria Capua, in un’intervista concessa a Rocco Bellantone, spiega che la nostra salute interagisce con quella del pianeta e che l’emergenza globale deve essere “sfruttata” per raggiungere la radice del problema: il rapporto squilibrato fra l’invasività delle attività e dei consumi dell’uomo e l’ambiente che lo circonda. I nostri due rubrichisti di scienza, Lorenzo Ciccarese e Domenico D’Alelio, ci spiegano poi come e perché l’uomo, per guarire, deve curare la natura. E dismettere – per dirla con le parole che il poeta Franco Arminio ci rivolge nell’intervista concessa a Elisabetta Galgani – la sua arroganza, il meccanismo di produzione-consumo che vede il pianeta solo come cava per estrarre ciò che serve.

 

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Francesco Loiacono
Direttore La Nuova Ecologia. Giornalista ambientale autore di inchieste su dissesto idrogeologico, inquinamento industriale, bonifiche e amianto. Email: direttore@lanuovaecologia.it Twitter: @francloia

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