Alberi parlanti e insetti robot, il futuro è già qui

In Italia è al via la tecnologia Tree talker per la salute dei boschi. Mentre in Olanda si sperimentano i droni impollinatori per la scomparsa delle api. L’innovazione al bivio

il valore delle foreste

di Simone Luca Pierotti
Nel bosco di Piegaro, in Umbria, gli alberi “parlano” grazie al progetto Trace. Sono stati applicati piccoli sensori sul fusto di 36 piante, sfruttando la tecnologia Tree Talker. Con questo sistema, vengono raccolte molte informazioni sullo stato di salute dell’albero:  dai flussi d’acqua, alla crescita in diametro, passando per la quantità e la qualità del fogliame. Dati finora difficili da ottenere possono tradursi in una migliore gestione del patrimonio forestale. «Il futuro di questo progetto sarà la creazione di una rete di monitoraggio degli alberi che potranno comunicare da ogni parte del mondo. Controlleremo in tempo reale lo stato di salute del pianeta – spiega Antonio Brunori, segretario generale Pefc che insieme alla Fondazione Cmcc ha finanziato il progetto – Con questo esperimento intendiamo dimostrare l’utilità di questa tecnologia, anche per la certificazione forestale, con l’idea di diffonderla in futuro su larga scala e con costi contenuti.»

In questo scenario futuribile un altro gruppo di ricercatori si sta muovendo nel campo della robotica. Il gruppo Robo valley di Delft (Olanda) sta lavorando per rispondere alla riduzione della popolazione di api presenti sul territorio, che è passata da 360 specie a 120 nel giro di pochi anni. L’uso del Thiamethoxman e di altri pesticidi, sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza di questo insetto in tutto il mondo. L’Olanda, è uno dei paesi con il più alto tasso di prodotti agricoli esportati e le api garantiscono l’impollinazione dell’80% delle coltivazioni. La soluzione potrebbe essere in un piccolo drone impollinatore che viaggia ad una velocità di 25 km/h e riproduce in modo fedele il movimento delle ali dei moscerini della frutta. «Con questo robot, non vogliamo sostituirci al prezioso lavoro delle api e siamo ancora lontani dallo sviluppare un drone che abbia le sue stesse caratteristiche – afferma Matěj Karásek, uno dei ricercatori impegnati nel progetto – la nostra ricerca punta alla sperimentazione in serra, ma vogliamo essere pronti ad un possibile futuro in cui le api non saranno più in grado di svolgere il loro lavoro.»

Da un lato la tecnologia punta a tutelare le foreste, dall’altro sostituisce una specie in via d’estinzione con dei robot. Due strade possibili da percorrere per l’innovazione.