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Alberate stradali in salvo

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E’  finita, per fortuna nel migliore dei modi, la lotta per salvaguardare l’alberata di Montafia, piccolo comune in provincia di Asti. Tutto era iniziato nel novembre 2013, quando la Provincia aveva deciso di abbattere i maestosi tigli che delimitano la strada provinciale. I cittadini, supportati da alcuni enti locali compreso il circolo di Legambiente Valtriversa, non erano però rimasti a guardare. Protestando e manifestando, avevano fermato le motoseghe. Il danno però era in parte fatto. Ventidue alberi erano persi per sempre. Come non farlo accadere di nuovo? «Ci siamo informati e abbiamo trovato uno strumento perfettamente legale, che abbiamo immediatamente impugnato: la richiesta di dichiarazione di notevole interesse pubblico» spiega Angelo Porta, presidente del circolo Legambiente Valtriversa. Si tratta del più importante strumento che la normativa vigente istituisce a tutela del paesaggio. Per ottenerla però bisogna dimostrare che l’ambiente che si vuole salvaguardare abbia particolari caratteristiche naturali, geologiche o di memoria storica. E l’alberata di Montafia certamente ce l’ha. La sua nascita risale al 1926, quando in seguito a una proposta del sottosegretario alla Pubblica istruzione Dario Lupi, che esortava a costituire in tutta la Penisola viali e parchi della Rimembranza, i cittadini del paese avevano piantato questi tigli in memoria dei loro caduti nella Grande guerra. È per questo che il loro abbattimento era stato vissuto dai cittadini di Montafia come una profanazione e uno scempio della loro identità. Dunque, il ricordo del valore di queste piante era nella memoria di tutti, ma bisognava dimostrarlo con delle prove.

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La vicenda dell’alberata di tigli, e poi il loro taglio, raccontata da “Sos Nuova Ecologia” di marzo 2014

«Non è stato semplice – riprende Angelo Porta – Dopo una lunga e paziente ricerca, nell’Archivio di Stato di Asti, è stata ritrovata la Concessione al Comune di Montafia per la formazione del viale della Rimembranza». Consegnata la documentazione e in attesa della delibera, i cittadini non sono rimasti con le mani in mano. Le piante abbattute dovevano essere sostituite, ma per legge sulle strade extracittadine non è possibile piantare alberi. Dopo mesi di estenuanti trattative con la pubblica amministrazione il confine cittadino fu spostato di poche decine di metri, così che comprendesse il tratto di strada che era stato privato dei tigli. E così nel novembre 2014 è stato possibile sostituire i tigli abbattuti in una manifestazione cittadina a cui ha preso parte anche il vescovo di Asti. Sono passati più di due anni dalla presentazione della richiesta per dichiarare l’alberata di interesse pubblico e, come si dice, “carta canta”. Davanti ai documenti, la giunta regionale non ha potuto far altro che accettarla, lo scorso febbraio. Adesso i tigli di Montafia e la sua memoria storica sono salve, per sempre. «Quella del notevole interesse pubblico è un mezzo perfettamente legale con cui è possibile salvaguardare angoli preziosi del nostro territorio – conclude Angelo Porta – Purtroppo la sua esistenza è sconosciuta ai più ed è un peccato, perché è un’arma potente».       

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