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Al via “Oltre Tevere”, la fotografia d’autore svela il fiume sacro di Roma

All’ombra di una faggeta secolare, a quota 1205 s.l.m un piccolo ruscello sgorga dalle Vene del Monte Fumaiolo. Nasce così il fiume sacro ai destini di Roma, il Tevere, testimone mitico e silente di millenni di storia. Una straordinaria infrastruttura naturalistica che scorre attraverso quattro regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio), lambendo 56 Comuni, borghi più belli d’Italia, aree protette e d’interesse paesaggistico, passando per il cuore pulsante della Capitale per poi sfociare e fondersi col Mare Nostrum. Dal 5 Settembre, per un mese, un gruppo di fotografi professionisti ha deciso di percorrere a piedi i 405 km della sua corsa al mare, dalla sorgente all’Idroscalo di Ostia, per riscoprire, raccontare e mappare un patrimonio culturale e naturalistico straordinario, ma non abbastanza valorizzato, restituendo la complessità delle relazioni fra uomo e ambiente che s’intrecciano lungo il suo percorso.

© Ilaria Di Biagio_Around The Walk- Roma Perpignan ATW_2014

Si tratta di “Oltre Tevere”, un viaggio fotografico in 23 tappe da percorrere a piedi che terminerà il 4 Ottobre a Roma, in occasione del Tevere Day. L’iniziativa, ideata da Sarah Carlet e Arianna Catania di Photo Tales, è stata promossa dalla Fondazione Tevereterno onlus, con il patrocinio dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale, da ENIT e Legambiente, insieme alla Riserva Naturale Tevere Farfa.

Un’indagine visuale collettiva, che dall’Appennino Tosco-Romagnolo si snoda fra l’Alta, la Media e la Bassa Valle del Tevere, attraverso paesaggi montani e località di pregio come Balze e Pieve Santo Stefano, dal XIII secolo “culla” dei camminatori e sede del Museo del Diario. Ma anche gioielli medievali come San Sepolcro e Città di Castello, cara al “divin Pittore”, il Perugino, a cui diede i natali. Il percorso prosegue per Marsciano, con le sue forre spettacolari incastonate fra boschi e torrenti; tocca l’elegante Todi, la “città più vivibile al mondo”, come l’ha definita l’urbanista Richard Levine, profeta della città sostenibile. E continua alla volta di Baschi, dell’oasi naturalistica di Alviano parte del Parco fluviale del Tevere, passando per i laghi di Montedoglio e Corbara e la riserva naturalistica di Nazzano Tevere-Farfa, scrigno di bellezza e biodiversità.

“Un’esperienza aperta a tutti, in cui il cammino diventa lo strumento privilegiato di comprensione del territorio, per creare momenti d’incontro e scambio con le comunità locali”, spiega Sarah Carlet di Photo Tales, curatrice dell’itinerario, che si concluderà il 4 ottobre sulle acque del “biondo”, con un evento sul barcone dell’associazione Marevivo, a cui seguirà una passeggiata archeologica guidata dall’Associazione CCPAS.

Si alterneranno durante il percorso sei fotografi professionisti, guidati da Pietro Vertamy e Ilaria Di Biagio di Around The Walk, collettivo da anni impegnato nella creazione di itinerari ex novo, tramite la pratica del Foot Transect (laboratori erranti che coniugano diverse forme d’arte con l’indagine sul territorio). A raccogliere la documentazione fotografica d’autore anche Claudia Gori, Marco Zorzanello, Giuseppe Chiantera e Claudia Borgia. Il materiale raccolto sarà consultabile sul canale Instagram e online sul sito di Oltre Tevere. Sulla piattaforma, al termine del cammino, sarà inoltre disponibile la mappatura georeferenziata del percorso effettuato, a cura del documentarista e sociologo Marco Saverio Loperfido, condivisa pure sul portale dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Centrale e su quello di  ammappalitalia.it, partner del progetto. Ma non finisce qui.

“Il cammino di Oltre Tevere s’inserisce all’interno in un più ampio progetto rivolto a creare una piattaforma per la rivitalizzare del Tevere, come destinazione e risorsa pubblica, dove natura e cultura dialogano”, anticipa Sarah Carlet. Un strumento al servizio del turismo lento, responsabile e sostenibile, all’insegna della mobilità dolce. Ma anche un mezzo di valorizzazione di quell’Italia “minore”, lontana dai circuiti mainstream, che restituisce nuova linfa a realtà, antichi mestieri e tradizioni, espressione dell’identità di territori ricchi di tesori nascosti, tutti da riscoprire.

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