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Al via il monitoraggio ambientale con le api sentinelle

pesticid

di RAFFAELE PUGLIESE

Negli Stati Uniti, all’inizio degli anni ’40, ci fu un’estate in cui le api sembravano sparite, non se ne sentiva ronzare nemmeno una: venne chiamata l’“estate silenziosa”. Era stato appena inventato il Ddt e gli scienziati non ci misero molto a cogliere il nesso fra la strage di api e l’utilizzo della nuova sostanza. Da allora si è capito che le api sono degli ottimi biomarkers ambientali: attraverso il loro stato di salute è possibile sapere se ci sono sostanze nocive nell’aria, nella terra, nel cibo. Non a caso numerose aziende in tutto il mondo utilizzano le api e gli alveari per monitorare l’emissione e la concentrazione di sostanze nocive derivanti dalle loro attività. Serena Tulini, ricercatrice trentunenne dell’università di Teramo e direttrice scientifica di Buzz eco scan spin off, vuole trasformare quello che finora è stato uno strumento utilizzato solo da privati in un vero e proprio servizio sociale. La prossima primavera, infatti, nel Comune di Teramo partirà un piano pilota che impiegherà le api per monitorare lo stato di salute dell’ambiente. Decisione presa lo scorso 2 dicembre in un incontro a cui hanno partecipato apicoltori abruzzesi, istituzioni comunali, regionali e altri soggetti interessati all’iniziativa, come il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
La Tulini dal 2016 collabora con la Ducati gestendo gli alveari che l’azienda ha posto nelle vicinanze del suo stabilimento di Borgo Panigale (Bo). Un’attività iniziata durante il suo dottorato in Scienze degli alimenti presso l’università di Teramo. Ma dopo aver chiesto un finanziamento all’ateneo e aver ricevuto un diniego la ricercatrice ha deciso di mettersi in proprio. Dopo due anni, quando l’attività stava decollando, l’università si è accorta dell’errore ed è tornata sui propri passi, proponendo a Serena Tulini di creare una srl: è nata così Buzz eco scan spin off, startup che ora sta promuovendo il progetto nella provincia di Teramo. «Visto il gran numero di apicoltori presenti nella regione, si è pensato di non installare delle stazioni di biomonitoraggio ma di selezionare presso ogni apicoltore tre arnie da dedicare a questo progetto», spiega Tulini. Saranno tre le attività principali: il biomonitoraggio, la verifica dei livelli tossicologici dei prodotti agricoli e la comparazione dei dati ottenuti con quelli raccolti dall’Arpa e dalle Asl per verificare le connessioni con alcune patologie, come i tumori. Il progetto ha anche un altro valore aggiunto. «Attraverso i parametri che utilizziamo andiamo a definire la qualità ambientale – puntualizza la ricercatrice – ma indirettamente valutiamo anche i prodotti alimentari. Possiamo caratterizzare gli aromi e le proprietà organolettiche dei prodotti locali in modo da valorizzarli sul mercato nazionale e internazionale. Per questo l’apicoltura si inserisce pienamente in un piano di sviluppo del territorio. Le amministrazioni, sapendo quali sono le caratteristiche e le risorse da proteggere, potranno attuare una gestione mirata e consapevole».
All’incontro del 2 dicembre l’idea è piaciuta a tutti e il progetto partirà la prossima primavera. Come spesso accade, però, nel momento in cui si è trattato di decidere sulle risorse da stanziare le cose si sono complicate. E questo nonostante la disponibilità degli apicoltori, che ha permesso di ridurre una parte delle spese. «Il grosso dei fondi andrebbero trovati per i controlli sanitari e le analisi chimiche. Il Comune di Teramo dovrebbe prendersi l’onere di pagare le analisi, noi ci aspettavamo un certo tipo di risposta ma il sindaco ci ha detto che allo stato attuale il Comune non ha molte risorse finanziarie – conclude Tulini – Poi c’è il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che qualche mese fa ci aveva assicurato una disponibilità economica. Ma ancora non abbiamo saputo nulla di concreto». Non resta che sperare che questo progetto, da esempio virtuoso di giovani che hanno idee innovative, non diventi l’ennesimo caso di miopia delle nostre istituzioni.l

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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