Al via Davos

Parte oggi il 48° incontro annuale del World economic forum. Nessuna autorizzazione per le manifestazioni contro il vertice, un dispiegamento di 5.000 soldati. E il Papa manda una lettera ai potenti della Terra: “Riportare l’uomo al centro dell’economia”
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Davos -Wef

Al via oggi il 48° incontro annuale del World Economic Forum che si terrà in Svizzera, a Davos, fino al 26 gennaio. Nessuna autorizzazione per le manifestazioni contro il vertice. E il Papa manda una lettera ai potenti della Terra in cui chiede di “riportare l’uomo al centro dell’economia creando “una società inclusiva, giusta e che dia supporto”.

Il Comune di Davos (GR) ha deciso di non autorizzare, nel corso dei prossimi giorni, alcuna manifestazione contro il forum economico (WEF) sul suo territorio a causa dello spazio estremamente limitato dovuto alle copiose nevicate, ha comunicato in un comunicato ieri. PS, Gioventù Socialista e Verdi avevano presentato al Comune una richiesta per una dimostrazione a Davos Postplatz giovedì prossimo. La domanda dei tre partiti è stata però respinta. Intanto sono giunte al Comune altre richieste di autorizzazione, ma anche queste saranno respinte. Saranno circa 5.000 i soldati per la sicurezza del Forum: saranno agenti delle polizie cantonali provenienti dai 26 cantoni della Confederazione e dal vicino Principato del Liechtenstein, affiancati da 4.400 soldati dell’esercito.

Intanto nella sua lettera, indirizzata al presidente esecutivo del World Economic Forum Klaus Schwab, Papa Francesco si sofferma sulle ricorrenti crisi finanziarie che hanno creato nuove sfide e problemi per i governi, “come la crescita della disoccupazione, l’aumento di varie forme di poverta’, l’allargamento del divario socio-economico e nuove forme di schiavitù”, spesso legate a conflitti e migrazioni. In un simile contesto, prosegue “è fondamentale salvaguardare la dignità della persona umana, in particolare offrendo a tutti vere opportunità per uno sviluppo umano integrale e attraverso politiche economiche che favoriscano la famiglia”. I modelli economici, scrive Papa Francesco, devono “osservare un’etica di sviluppo sostenibile e integrale, basata su valori che mettano al centro la persona umana e i suoi diritti”. Solo così, si legge nella lettera, attraverso una forte determinazione condivisa “possiamo sperare di dare una nuova direzione al destino del mondo”.

La lettera del Papa è arrivata dopo che ieri è stato pubblicato il rapporto Oxfam “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”. Secondo cui l’82% della ricchezza globale è in mano all’1% della popolazione.