venerdì, Ottobre 30, 2020

Al Salone di Torino il libro Per un pugno di ghiande

cover libro Per un pugno di ghiandeSe comunicare la vita sulla terra, la biodiversità e le relazioni ecologiche dei sistemi viventi è complesso, raccontare temi meno conosciuti e spesso conflittuali, come quello delle specie aliene invasive, è una sfida molto impegnativa. Non esiste, infatti, una diffusa consapevolezza della differenza tra specie autoctone e aliene, su quali specie aliene siano invasive, così come c’è una limitata consapevolezza dell’origine umana di questo fenomeno, rendendo difficile il coinvolgimento del pubblico nella mitigazione del problema, adottando comportamenti responsabili. 

In occasione del Salone del Libro, in corso a Torino, botanici, zoologi, giornalisti scientifici e esperti di comunicazione si sono confrontati, oggi, su strumenti e modalità per migliorare la divulgazione scientifica in questo settore. 

Durante la conferenza è stato presentato, inoltre, il libro “Per un pugno di ghiande”, frutto della collaborazione tra Papik Genovesi, ricercatore Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e project manager del Life Asap (Alien species awareness program) e dell’illustratore Sandro Natalini. L’iniziativa è stata realizzata da Editoriale Scienza, Ispra e Dipartimento Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi Università di Torino. 

“Per un pugno di ghiande” è un viaggio, raccontato con linguaggio accattivante e immagini divertenti, nel mondo delle specie aliene, sia piante che animali, e delle specie autoctone che ne sono minacciate. Il libro racconta anche come le specie aliene vengono trasportate accidentalmente o volontariamente dall’uomo, quali sono i meccanismi di impatto e anche cosa è possibile fare tutti noi per ridurre il problema. Arricchisce e completa il volume, una serie di “curiosità” e di storie vere di “invasioni di alieni” nel mondo. 

Comunicare le specie aliene invasive richiede un molteplice sforzo per il ricercatore che si appresta a divulgare il proprio lavoro o per il comunicatore scientifico: occorre, infatti, non solo individuare il pubblico di riferimento ma anche, e soprattutto, spiegare la problematica e i suoi effetti e definire, infine, quale cambiamento ottenere.  

Al fine di ridurre il tasso di introduzione di specie aliene invasive e contenerne gli impatti sul territorio italiano, il progetto Life Asap, coordinato da Ispra, punta proprio sull’aumento della consapevolezza e della partecipazione attiva dei cittadini, insieme a una corretta ed efficace gestione delle specie invasive da parte degli enti pubblici preposti. Tutto possibile grazie a una comunicazione modulata sulla base dei pubblici di riferimento. Con un’attenzione in più: intercettare la “sensibilità” dell’opinione pubblica e approntare una comunicazione che tenga conto della percezione che il cittadino ha di alcune specie e della loro gestione, a volte impopolare e non facilmente comprensibile. 

 “La scienza non offre […] notizie emotive e clamorose: procede passo dopo passo, aggiungendo ogni volta un tassello alla conoscenza”, scrive Piero Angela in “Giornalismo pseudoscientifico”, volume corale dedicato al metodo scientifico e alle insidie di una comunicazione non corretta.  Comunicare la scienza richiede pertanto rigore scientifico, capacità comunicativa e un solido rapporto di fiducia tra chi vive di scienza e chi vive per raccontarla.

 

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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