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Agroecologia, la pastora Assunta Valente premiata ambasciatrice del territorio da Legambiente

Il riconoscimento in occasione del III Forum nazionale dell’Agroecologia Circolare di Legambiente. L’imprenditrice, che svolge la sua attività sulla montagna del frusinate al confine con il Parco d’Abruzzo Lazio e Molise, da tempo è vittima di atti intimidatori. L’appello della documentarista Anna Kauber: “Non lasciamola sola”

C’è anche Assunta Valente, donna pastora che svolge la sua attività sulla montagna del frusinate al confine con il Parco d’Abruzzo Lazio e Molise, tra le ambasciatrici del territorio premiate oggi da Legambiente in occasione del III Forum nazionale Agroecologia Circolare di Roma.

Assunta Valente, foto Redattore Sociale

Assunta da tempo è in pericolo, bersaglio di minacce e intimidazioni, atti di violenza brutale al suo bestiame e ai terreni. Ed è per questo che parlare della sua storia e di quello che le sta accadendo è più che mai importante. Come spiega a Nuova Ecologia Anna Kauber, architetta che da alcuni anni racconta i paesaggi rurali attraverso la scrittura e il documentario. Tra le protagoniste di uno dei suoi lavori, intitolato “In questo mondo”, c’è proprio Assunta.

«Assunta Valente è una bravissima pastora – racconta Anna Kauber – da anni conduce una vita transumando sei mesi nelle pianure campane e poi, per i sei mesi successivi, sulle sue montagne che sono quelle dell’Alto Lazio in provincia di Frosinone quasi al confine con il Molise».

Figlia di pastori, alla morte del padre Assunta ha deciso di continuare a portare avanti il mestiere di famiglia. Si è presa i suoi animali e ha aperto un’attività propria. «Una donna sola che ha avuto molto coraggio – prosegue Kauber – Assunta ha messo in gioco tutta la sua vita per continuare a praticare un lavoro in cui si riconosce totalmente. Ha comprato un pezzo di terreno in un bosco appena fuori dal suo paese d’origine che è San Biagio Saracinisco. È qui che vive allevando capre, pecore, mucche e maiali e coltivando».

Negli anni Assunta ha messo in piedi un’impresa sempre più florida. Oggi possiede dei terreni su quali per far pascolare i suoi animali paga regolarmente un affitto a uso civico. Donna, imprenditrice, indipendente, brava nel suo mestiere e nel fare affari. Cose che evidentemente a qualcuno non sono andate giù e che stanno facendo scontrare Assunta contro gli interessi di chi non la vuole tra i piedi. «Per il controllo dei pascoli c’è da sempre una lotta serrata tra pastori, qui come altrove – prosegue la documentarista – Forse Assunta è finita in uno di questi scontri, o forse c’è chi vuole accaparrarsi i suoi terreni per ottenere più sussidi dalla Regione o dall’Unione Europea». C’è poi da tenere conto di una mentalità, purtroppo ancora oggi molto diffusa non solo in quest’area del Paese, figlia di un pastorismo patriarcale che vede in esperienze di vita e professionali come quella di Assunta qualcosa di intollerabile, da soffocare con ogni mezzo.

Le proprietà di Assunta sono state oggetto di atti ignobili: le tubazioni dell’acqua sono state danneggiate e i recinti sradicati per spingere volutamente le sue vacche a inoltrarsi fin dentro i centri abitati più vicini per creare scompiglio e mettere la pastora in cattiva luce. C’è chi ha fatto addirittura di peggio prendendosela con i suoi animali. Alcune vacche sono state picchiate, altre uccise. «Atti terribili che in alcuni casi richiamano in maniera inequivocabile il linguaggio mafioso – sottolinea Kauber – Una sua capra è stata sgozzata e la testa posta sul recinto della sua proprietà. Assunta sin dall’inizio ha sempre denunciato questi episodi alle forze dell’ordine».

Oggi Assunta è molto stanca ma non va lasciata sola, soprattutto ora. È il momento di stringere attorno a lei un cordone non solo di sicurezza ma anche di solidarietà per rimarcare l’importanza di persone come lei, e più in generale dei pastori, per il presidio dei territori, per la cura dei pascoli, per la preservazione della biodiversità. «Vivere in montagna è una scelta di resistenza incredibile e non è tollerabile che ci possano essere situazioni del genere – conclude Anna Kauber – Tutti insieme dobbiamo proteggere Assunta».

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Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

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