Agricoltura, il nuovo ministro parte dalla Pac

Il primo dossier sul tavolo di Gian Marco Centinaio riguarda la riforma della Politica agricola comune. Bruxelles indicherà solo gli obiettivi, il 50% delle decisioni lasciate ad ogni singolo Stato / Promesse tradite / "Basta piegarsi all'agrobusiness"

primo piano del ministro Gian Marco Centinaio

È la riforma della Politica agricola comune (Pac) il dossier più importante che campeggia sul tavolo del nuovo ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, perché traccerà le strategie del settore dopo il 2020. Una partita tutta da giocare che richiederà, mai come questa volta, un impegno da parte di ogni singolo Paese. E questo non solo per difendere il budget, ma anche per mettere a fuoco gli strumenti che più si confanno al sistema agro-alimentare nazionale.

L’Unione Europa si limiterà ad indicare solo gli obiettivi da raggiungere e non con quali mezzi farlo. Un compito lasciato ad ogni Stato, che sarà chiamato a scrivere oltre il 50% della Pac, con tutte le opportunità e i rischi del caso. La nuova Pac, come ha proposto il commissario Philip Hogan, dovrà essere caratterizzata da una maggiore flessibilità, con ogni Stato che potrà orientare il 15% dei fondi europei trasferendoli dai pagamenti diretti allo sviluppo rurale o viceversa. Ma anche da maggiori sostegni alle aziende agricole di piccole dimensioni e alle nuove attività dei giovani, passando da elevati obiettivi in materia di ambiente e clima. Tutto questo per arrivare ad avere una Pac più equa, decentrata e “snella”.

“Sarà una grande sfida per tutti e in particolare per l’Italia – ha commentato il ricercatore del Crea esperto di Pac, Roberto Henke – perché non basterà più garantire la sopravvivenza del settore a cui vanno gli aiuti, ma si dovrà dimostrare che quello che si riceve dall’Ue viene messo a frutto. Penso ai nostri settori di punta, come vino, olio e ortofrutta, dove i produttori riceveranno non in quanto operatori economici ma come soggetti capaci di produrre con minore impatto ambientale”.

Insomma un compito impegnativo, come ben sa l’ex ministro Mario Catania, il quale a margine di un incontro Confagri, nell’augurare buon lavoro a Centinaio, ha ricordato che “la Pac è una summa di proposte già scritte il cui negoziato va affrontato con intelligenza, certo il nuovo ministro saprà affronterla senza cadere in slogan”.

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