martedì 26 Ottobre 2021

Acquista

Login

Registrati

Agricoltura, l’insostenibilità del metodo convenzionale industriale

L'immagine di un trattore in un campo

Legambiente ha lanciato un appello per sostenere l’affermazione in tutta Italia di un modello di sviluppo agricolo sostenibile. Il documento, sottoscritto da un nutrito gruppo di ricercatori e docenti universitari nonché da esperti e addetti ai lavori, è un modo per rispondere con la forza delle idee e del rigore scientifico a chi accusa l’agroecologia di inquinare più dell’agricoltura convenzionale – poiché farebbe uso di pesticidi e di rame – come ha fatto a più riprese la senatrice a vita e docente all’Università Statale di Milano Elena Cattaneo. Un tentativo denigratorio osteggiato, tra gli altri, da Giovanni Dinelli, professore ordinario all’Università degli studi di Bologna nel Dipartimento di scienze e tecnologie agro-alimentari.

Perché ha firmato l’appello di Legambiente?

Trovo le motivazioni di chi denigra il modello dell’agricoltura biologica e dell’agroecologia assurde. Il biologico è scientificamente riconosciuto come un metodo di produzione agricola con un impatto ambientale nettamente inferiore rispetto a quello convenzionale industriale. La produzione di derrate alimentari è un sistema che non può più reggere.

Perché?

G.dinelliOggi questo tipo di sistema per produrre una caloria alimentare ne brucia 7,5. Basta questo esempio per spiegare che non è più sostenibile. Continuare a investire in questo modello significa non considerarne le conseguenze negative per l’ambiente e per l’economia.

È realistico credere in una conversione integrale dell’agricoltura al modello biologico?

Forse non tutta l’agricoltura potrà diventare biologica, ma la strada deve essere questa. Il biologico di certo non potrà mai registrare gli stessi livelli di produzione di quella convenzionale, ma la domanda che dobbiamo porci oggi è “quanta energia abbiamo e quanta ne possiamo spendere per produrre un prodotto agricolo?”. L’agricoltura biologico e l’agroecologia possono dare risposte sostenibili a questa domanda. Quella industriale no.

Articolo tratto dal mensile La Nuova Ecologia marzo 2019

Copertina Nuova Ecologia marzo 2019

Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

Articoli correlati

“I mercati del carbonio non sono progettati per ridurre le emissioni”. L’intervista a Larry Lohmann

Il ricercatore dell’organizzazione britannica The Corner House spiega i limiti dei meccanismi di finanziarizzazione della natura

Diritti umani e dell’ambiente, dal non profit nasce la campagna “Impresa 2030”

Ben 16 milioni di persone sottoposte a forme moderne di schiavitù lungo le filiere produttive. Le organizzazioni di categoria propongono una norma di due diligence che imporrà alle imprese di adottare pratiche efficaci nel garantire il rispetto dei diritti umani e degli ecosistemi

Ecomondo e Key energy, dove passa la transizione ecologica dell’Italia

Alla Fiera di Rimini fino al 29 ottobre appuntamenti in presenza e in digitale per rimettere in connessione il mondo della pubblica amministrazione, quello finanziario e imprenditoriale

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

“I mercati del carbonio non sono progettati per ridurre le emissioni”. L’intervista a Larry Lohmann

Il ricercatore dell’organizzazione britannica The Corner House spiega i limiti dei meccanismi di finanziarizzazione della natura

Diritti umani e dell’ambiente, dal non profit nasce la campagna “Impresa 2030”

Ben 16 milioni di persone sottoposte a forme moderne di schiavitù lungo le filiere produttive. Le organizzazioni di categoria propongono una norma di due diligence che imporrà alle imprese di adottare pratiche efficaci nel garantire il rispetto dei diritti umani e degli ecosistemi

Tutte le strade portano a Glasgow

Gli anni da qui al 2030 saranno cruciali per contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1,5 °C. Ecco perché la Cop26 deve essere il vertice dell’azione per combattere la crisi climatica

Centro Italia, prorogati i termini della campagna Alleva la speranza +

Continua l’impegno di Enel e Legambiente a favore delle aree terremotate. Fino al 30 novembre sulla piattaforma Planbee sarà possibile sostenere allevatori, allevatrici e imprenditori locali del turismo sostenibile, aiutandoli a realizzare il loro progetto di rinascita

Nascono gli ortofrutteti solidali

Accade in Sicilia, a Modica e Catania, grazie a un progetto ideato da AzzeroCO2. Privati, aziende, associazioni di volontariato e cooperative sociali insieme per rigenerare i territori e tutelare la biodiversità
Ridimensiona font
Contrasto