Africa, Beira chiama Padova

Dopo i cicloni Idai e Kenneth per il Mozambico si è mobilitata la cooperazione italiana. Forte la presenza delle associazioni dalla città veneta

Mozambico ciclone Idai

Lo scorso 14 marzo, alla vigilia dello sciopero globale per il clima, Beira in Mozambico è stata quasi completamente distrutta dal ciclone Idai. Una delle peggiori catastrofi climatiche della storia africana, seguita alla fine di aprile dalle massicce inondazioni causate da un ciclone ancora peggiore, ribattezzato Kenneth.

Nel Paese oggi la situazione è drammatica, con problemi di rifornimento di cibo e acqua e diffusione di malattie come il colera. A marzo la cooperazione italiana ha portato 12 tonnellate di aiuti umanitari. Anche Padova, gemellata con Beira fin dagli anni Novanta, si è mossa per portare aiuto. «Gli enti locali hanno un grande ruolo nella cooperazione internazionale – dice Francesca Benciolini, assessore a Diritti umani, pace e cooperazione internazionale del capoluogo veneto – per realizzare concretamente i progetti Onu servono soggetti locali, i migliori attori nel portare solidarietà».

Tante le realtà presenti a Padova che si sono attivate in risposta alla crisi umanitaria e ai cui progetti il Comune ha fornito spazio e visibilità. Già attiva in Mozambico fin dal processo di pace, la Comunità di Sant’Egidio vuole portare acqua potabile, cibo e farmaci alla popolazione colpita dall’emergenza, ricostruendo i propri centri nutrizionali e di salute realizzati a Beira tramite il progetto “Dream”, che lotta contro la diffusione del virus dell’Hiv. Asem Italia si occupa invece di fornire istruzione elementare e media a oltre 2.500 ragazzi nella scuola “Jorge José Traquino” di Manga (Beira): l’obiettivo del loro progetto è ricostruire il tetto e le altre parti distrutte dal ciclone e acquistare attrezzature e materiale scolastico per riprendere quanto prima lo svolgimento delle lezioni. Attiva sul territorio fin dal 1978 per prevenire e trattare l’aids e altre malattie croniche, Medici con l’Africa Cuamm sta raccogliendo fondi per ricostruire le proprie strutture sanitarie e per lottare efficacemente contro la diffusione del colera. Infine, l’associazione Amici del Mozambico porta avanti da vent’anni quattro missioni cattoliche nella provincia di Sofala, realizzando scuole e centri di salute: la raccolta fondi che ha lanciato servirà a ricostruire i tetti delle strutture scolastiche, sanitarie e agricole danneggiate e a fornire beni di prima necessità.

Per creare un momento di confronto fra le due città, a giugno il Comune di Padova ha ospitato il sindaco di Beira perché, come sottolinea Benciolini, «nella cooperazione internazionale serve rafforzare le vicinanze, aumentare la conoscenza dei luoghi e la consapevolezza dell’urgenza dei cambiamenti climatici, un problema che ci riguarda tutti». Se pensiamo agli enormi danni che ha prodotto in Italia la tempesta Vaia, Padova sta piantando importanti semi. Con la speranza che la solidarietà fra i popoli si diffonda sempre più. Per un futuro sostenibile.

Articolo pubblicato su Nuova Ecologia – Luglio/Agosto 2019