giovedì 25 Febbraio 2021

Acquista

Login

Registrati

Acque limpide senza inverno

Dal mensile di giugno – Le restrizioni legate al Coronavirus hanno sospeso molte attività produttive, ma allo stesso tempo hanno allentato la pressione sugli ecosistemi. Da molte parti, si sono levate voci inneggianti al presunto miracolo della natura rediviva, finalmente in grado di riprendersi quegli spazi finora impietosamente sottratti dalla sfera antropica. In contemporanea al famoso lockdown, ci siamo ritrovati: grandi città, come Napoli, lambite da acque “caraibiche”; lagune, come a Venezia, che, abbandonato il caratteristico colore verde-marrone per una più tranquillizzante trasparenza, “invogliavano” meduse a fare turismo tra i canali deserti; e poi, i delfini così vicini alle coste da essere visti dai balconi delle case!

Ma sarà stata vera gloria? Chi studia il mare sa bene che una buona parte dell’inquinamento non si mostra facilmente agli occhi umani e continua a essere lì, in mare, con buona pace del lockdown. Pensiamo ai metalli pesanti, agli idrocarburi e alle microplastiche, che si accumulano da decenni, fin dentro ai canyon sottomarini, a migliaia di metri di profondità, un serbatoio nocivo riempitosi in un secolo di abuso della natura. Gli stock ittici sono sempre e comunque in affanno, prossimo al collasso, minacciati da una popolazione mondiale da sfamare. Se poi parliamo di acque limpide, teniamo presente che è del tutto normale che quelle del mare sotto costa siano verdine nel corso della primavera, per le microalghe che vi fioriscono e che sono il cibo primario degli animali più piccoli, mentre risulta strano che esse siano cristalline durante quella che è la stagione più produttiva. Il 2020 passerà alla storia per il Coronavirus, vero. Ma è anche stato un anno “senza inverno”, cosa che plausibilmente ha impattato i cicli naturali ben peggio di quanto, seppur in meglio, abbia potuto fare il lockdown.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

Domenico D'Alelio
Ecologo acquatico, ricercatore alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e vice presidente dell'Associazione italiana di oceanologia e limnologia

Articoli correlati

Nasce l’Osservatorio indipendente sul Piano nazionale di ripresa e resilienza

A lanciare l'iniziativa sono un gruppo di organizzazioni della società civile che chiedono al Governo Draghi pieno coinvolgimento nella definizione del Pnrr. Tra queste c'è anche Legambiente

Cambiamenti climatici, in Europa ogni anno danni per 12 miliardi di euro

La cifra potrebbe aumentare addirittura a 170 miliardi nel caso in cui le temperature dovessero aumentare ulteriormente. La Commissione Ue vara una strategia di adattamento con la creazione di un nuovo osservatorio sul clima e la salute

Ecoforum Basilicata 2021

Le sfide dell'economia circolare

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Volontariato in tempi di pandemia, le nuove proposte di Legambiente

Imprese e Terzo Settore insieme per la sostenibilità ambientale. Il 23 febbraio il 7° workshop: tutela dell'ambiente, valori sociali e solidarietà. Nasce la “carta d'identità del volontariato aziendale”

Emissioni, per raggiungere target Ue bisogna decarbonizzare caldaie e riscaldamenti

La campagna #Coolproducts con Legambiente e Kyoto Club: servono nuove etichette energetiche e target più ambiziosi già a partire dal 2023

Gli scienziati all’UE: “No alle gabbie negli allevamenti”

Più di 140 scienziati, tra cui la primatologa Jane Goodall, hanno firmato la lettera conto le gabbie indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen

Cobalto in Congo, mai più schiavi delle risorse

Buona parte del cobalto che alimenta i nostri pc portatili si trova in Repubblica Democratica del Congo, dove ieri sono stati uccisi il nostro ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. Eppure il Paese rimane uno dei più poveri del pianeta

“Il mare è fonte di vita”. L’intervista a Nicola Sammarco, ideatore di Nicopò

La prima serie animata in cui l’entertainment incrocia i temi ambientali. Sullo sfondo Taranto, i fantasmi dell'Ilva e il sogno di cambiare la città
Ridimensiona font
Contrasto