Acque limpide senza inverno

Si è tanto parlato del “ritorno” della natura durante il blocco degli scorsi mesi. Ma non è una buona notizia, visto che il 2020 è stato un anno “senza inverno”, cosa che ha impattato i cicli naturali ben peggio di quanto, in meglio, abbia fatto il lockdown

foto di pesci

Dal mensile di giugno – Le restrizioni legate al Coronavirus hanno sospeso molte attività produttive, ma allo stesso tempo hanno allentato la pressione sugli ecosistemi. Da molte parti, si sono levate voci inneggianti al presunto miracolo della natura rediviva, finalmente in grado di riprendersi quegli spazi finora impietosamente sottratti dalla sfera antropica. In contemporanea al famoso lockdown, ci siamo ritrovati: grandi città, come Napoli, lambite da acque “caraibiche”; lagune, come a Venezia, che, abbandonato il caratteristico colore verde-marrone per una più tranquillizzante trasparenza, “invogliavano” meduse a fare turismo tra i canali deserti; e poi, i delfini così vicini alle coste da essere visti dai balconi delle case!

Ma sarà stata vera gloria? Chi studia il mare sa bene che una buona parte dell’inquinamento non si mostra facilmente agli occhi umani e continua a essere lì, in mare, con buona pace del lockdown. Pensiamo ai metalli pesanti, agli idrocarburi e alle microplastiche, che si accumulano da decenni, fin dentro ai canyon sottomarini, a migliaia di metri di profondità, un serbatoio nocivo riempitosi in un secolo di abuso della natura. Gli stock ittici sono sempre e comunque in affanno, prossimo al collasso, minacciati da una popolazione mondiale da sfamare. Se poi parliamo di acque limpide, teniamo presente che è del tutto normale che quelle del mare sotto costa siano verdine nel corso della primavera, per le microalghe che vi fioriscono e che sono il cibo primario degli animali più piccoli, mentre risulta strano che esse siano cristalline durante quella che è la stagione più produttiva. Il 2020 passerà alla storia per il Coronavirus, vero. Ma è anche stato un anno “senza inverno”, cosa che plausibilmente ha impattato i cicli naturali ben peggio di quanto, seppur in meglio, abbia potuto fare il lockdown

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