Maltempo, Costa chiede una “norma veloce” contro l’abusivismo edilizio

Il ministro ha lanciato la proposta da Milano dove è intervenuto a un convegno alla Fondazione Cariplo: “Serve una norma più veloce per gli abbattimenti perché dobbiamo tutelare il bene collettivo”

Una fotografia del ministro dell'Ambiente Costa

“Una norma più veloce per gli abbattimenti” degli edifici costruiti abuisivamente. La proposta è stata lanciata oggi, lunedì 5 novembre, dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa prima di intervenire al convegno convengo della Lipu Natura 2000 in programma alla Fondazione Cariplo di Milano.

Una proposta che certamente non passerà inosservata, nei giorni in cui l’Italia sta affrontando con moltissime difficoltà una nuova ondata di maltempo che sta causando morti, feriti e danni ingenti a territori e infrastrutture.

“È un problema grosso che abbiamo in Italia, quello dell’abusivismo edilizio, che ha una storia antichissima”, ha affermato il ministro. “Ho costituito un gruppo di lavoro fatto da magistrati, forze dell’ordine e giuristi per studiare e proporre al Parlamento e al Governo una norma più veloce per gli abbattimenti perché dobbiamo tutelare il bene collettivo”.

Aggiornamento delle ore 15:20

“Aumentiamo i parchi nazionali e le aree marine protette”, pensando “per la finanziaria 2019-2020 ad una fiscalita’ di vantaggio per le aree protette”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa intervenendo al convengo della Lipu Natura 2000 in corso alla Fondazione Cariplo di Milano. “Io vedrei l’Italia come un ‘paese parco’. Non è solo uno slogan: se concepiamo il concetto di parco come luogo di vincolo siamo fuori strada. E’ invece il luogo dell’opportunità e per questo ci vuole la politica, come gestione del bene collettivo. Se riusciamo a spostare il più
possibile le aree fuori parco in quelle protette, si crea un’opportunità di sviluppo ‘green’ nei parchi che diventi polo attrattore dell’Italia Paese-Parco”.

“Pensiamo che non possiamo veder spopolati i piccoli centri in collina e campagna, che sono il migliore presidio della natura restituendo loro la governance sana della natura, come ereditato dai nostri antenati”, ha proseguito il ministro. “La generazione dei nostri genitori ha sbagliato perchè ha creduto ad un paradigma produttivo che non ha funzionato. L’80% dell’Italia è fatta di collina e montagna, ma ci vive il 20% della popolazione italiana. Non va bene che l’80% della popolazione viva nelle
grandi città. Il rischio dello spopolamento delle aree interne è il rischio di distruzione delle stesse”.

“Dobbiamo ripopolarle – ha specificato il ministro – e l’unico modo è riequilibrare il
rapporto tra uomo e natura”. Per farlo serve un “sistema pragmatico di leve fiscali e dei crediti di imposta a patto che ci sia una tutela della natura vera. L’elettoralismo in questi luoghi non serve a proteggere la natura. Il salto di qualità è spendere per la tutela della biodiversita’ e non per la tutela di posizioni di rendita”.