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Abruzzo a pedali

Dal mensile di luglio-agosto – Dalla costa dei trabocchi alle colline teatine, dal piccolo Tibet, la piana di Campo Imperatore con il massiccio del Gran Sasso che domina il pianoro sottostante, passando per il Sirente Velino e la Majella, per arrivare nel cuore del Parco nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise. A dominare lungo questo variegato paesaggio sono profumi e colori da assaporare a colpi di pedale, in sella a una bici da corsa, una mountain bike, una e-bike o bike gravel. Forme di turismo lento e sostenibile, che trovano in Abruzzo una regione bike friendly. Qui, tra piste ciclabili e strade secondarie a zona 30 e 20, sono circa 500 i chilometri percorribili in bici e legati a un cicloturismo che, negli ultimi anni, è cresciuto al punto da far definire questa regione la più verde d’Europa con tre parchi nazionali, un parco naturale regionale, cinquantadue tra riserve protette e riserve naturali.

L’Abruzzo è così diventato «una meta ambita per vacanze di questo genere con un’offerta turistica che richiama ogni anno turisti italiani e stranieri, tra cui molti provenienti dai Paesi scandinavi», spiega Claudio Di Dionisio, operatore abruzzese, ciclista e guida cicloturistica, che da sette anni ha trasformato la sua passione in un lavoro. Titolare del tour operator Bikelife, su sua iniziativa è nata, a Francavilla a Mare (Ch), anche una ciclostazione all’interno della rete delle otto bike station della Costa dei Trabocchi che si spinge fino a Vasto San Salvo. Una rete nata dalla collaborazione tra Rfi e Legambiente che, a Pescara, ha portato alla realizzazione della prima green station e che, attraverso il progetto Costa dei Trabocchi Mob, ha visto sorgere i primi green hub di intermobilità sostenibile – treno, bici e autobus – in tutte le stazioni ferroviarie della costa dei trabocchi. Secondo gli ultimi dati diffusi da Legambiente, Insart e Unioncamere, nella Penisola nel 2019 sono stati 20,5 milioni i pernottamenti di cicloturisti italiani, che potrebbero raggiungere i 26 milioni nel 2020. E in questo trend l’Abruzzo, anche grazie all’impegno della Regione, sta facendo da apripista.

I percorsi ciclopedonali partono dalla costa adriatica con la Bike to coast, una ciclopedonale di 130 chilometri vista mare, in fase di ultimazione, creata lungo l’ex tracciato ferroviario che attraversa da nord a sud il litorale e grazie alla quale l’Abruzzo ha vinto l’Oscar italiano del cicloturismo 2020. Dalla costa proseguono poi verso l’entroterra una serie di percorsi “a pettine” e di strade secondarie che incrociano centri urbani, borghi, paesaggi collinari con vigneti e uliveti, e montani. Come ad esempio la Via dei Mulini, un tracciato di 20 chilometri lungo gli argini del fiume Arielli, o la ciclabile delle Rocche, nel parco regionale Sirente Velino, 25 chilometri da Ovindoli a Rovere attraversando l’altopiano delle Rocche. Per gli amanti della mountain bike e per i più allenati, l’Abruzzo riserva anche pedalate nell’Alto Sangro, fra le gole del Sagittario e il corso del fiume Sangro, nella Val Fondillo. «Si tratta di itinerari che permettono di scoprire storia, tradizioni ed eccellenze gastronomiche di questo territorio costellato anche da antichi eremi e tratturi – prosegue Di Dionisio – Quest’ultimi venivano usati in passato dai pastori per la transumanza come il Tratturo Magno, L’Aquila-Foggia, il più lungo tra quelli italiani con i suoi 244 chilometri». Con l’avvio della stagione estiva post Covid-19, l’Abruzzo si candida a essere una delle regioni dove il cicloturismo può diventare assoluto protagonista. Dunque non resta che partire, in sella alla bici.

Gli altri articoli del servizio “Un’estate italiana”
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