mercoledì 25 Novembre 2020

Abbiamo lasciato il segno

Andrea Pazienza

Dallo scorso marzo, i lettori l’avranno notato, una pagina di Nuova Ecologia è dedicata a ripercorrere la nostra storia. Una piccola vanità che ci siamo concessi nell’anno che celebra i nostri primi 40 anni. In questo amarcord non poteva mancare una menzione per uno dei nostri più cari compagni di viaggio: il fumetto. Fra l’altro, proprio approfittando del compleanno “tondo” ci siamo fatti un regalo, lanciando a maggio una collaborazione con Coconino, la casa editrice che “pubblica i fumetti più belli del mondo”. Collaborazione che ha colmato una lacuna che andava avanti da 8 anni. Mentre in Italia il fumetto viveva il suo boom, noi tiravamo i remi in barca. È dire che dal 2006 al 2011, grazie a Emiliano Rabuiti, sull’ultima pagina della rivista – “Via d’uscita” – abbiamo pubblicato tanti giovani promesse, molte mantenute: Manuel De Carli, Maurizio Ribichini, Luca Genovese, Davide Reviati, Claudio Calia, Toni Bruno.
La gran parte delle persone, però, lega la nostra rivista a un’altra stagione del fumetto italiano e a un artista in particolare: Andrea Pazienza, che negli anni ’80 ha condiviso il suo genio anche con i nostri lettori. Il merito va a Cinzia Leone – a sua volta fumettista, fra le fondatrici del settimanale Il Male e nostra storica art director. Paz a parte, tanti grandi nomi hanno pubblicato su queste pagine in quel periodo, due su tutti: Vincino e Altan. In queste righe vogliamo infine tributare il nostro omaggio a Bruno D’Alfonso, scomparso nel 2012. Bda – così si firmava – è stato il “nostro” vignettista dal ’98 al 2008. Col suo stile solo apparentemente elementare, Bruno ha tenuto a battesimo la satira ecologista. Una satira lieve la sua, come lieve era la sua presenza ogni volta che veniva a portarci in redazione la vignetta del mese. Sempre timoroso di disturbare. E allo stesso tempo felice se riusciva a farti ridere.

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