A Ustica salva l’Area marina protetta: stop alla balneazione

Decisione del ministero dell’Ambiente dopo che Ispra ha certificato i rischi per gli habitat naturali dell’area. Una vittoria per Legambiente / Ustica, no alla balneazione nella zona A dell’Area marina protetta

immagina di una spiaggia sull'isola di Ustica

La ferma opposizione di Legambiente alla balneazione nella Zona A dell’Area marina protetta di Ustica ha avuto gli effetti sperati. Il 9 luglio il ministero dell’Ambiente ha infatti fatto marcia indietro revocando l’apertura dell’area ai bagnanti. La decisione è stata assunta dopo che, a seguito di un sopralluogo effettuato lo scorso 6 giugno, i tecnici dell’Ispra hanno certificato “in relazione alla diverse caratteristiche morfologiche dell’area in questione (fondo roccioso) rispetto a quelle delle altre aree già aperte al pubblico (fondo mobile), la presenza di habitat sensibili vulnerabili alla balneazione che non ne consentono forme di utilizzo neppure limitato”, come si evince da una nota del dicastero. 

Una vittoria per Legambiente, che insieme ad altre associazioni si era opposta da subito all’iniziativa del sindaco di Ustica, Salvatore Militello, di chiedere la deroga all’utilizzo della zona A dell’area marina protetta, da Cala Sidoti a Cala dell’Acquario, nei mesi di luglio e agosto per “permettere ai turisti di distribuirsi su più chilometri di costa”. Soddisfatto il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna “perché è stato evitato un danno”. “Ma ci dispiace che il sindaco in questa vicenda non ha capito l’importanza della riserva e la necessità di tutelarla per il bene e lo sviluppo dell’Isola”, ha commentato.

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