A Scuola di comunità

I vent’anni di “Nontiscordardimè”, promossa da Legambiente per rimettere al centro un bene pubblico spesso trascurato. Grazie all’impegno di bambini, studenti, insegnanti e genitori
Il 16 e 17 marzo torna Nontiscordardimè

Scuola

C’era una scuola, a Napoli, che non aveva le porte, non solo nelle aule ma neppure nei bagni. In un istituto comprensivo della periferia sud di Milano, l’unico colore che potevano vedere gli studenti otto ore al giorno era il grigio. A Salerno, invece, una scuola agraria avrebbe voluto essere circondata esclusivamente da piante.

A volte, per realizzare un sogno basta provare a iniziare a immaginarlo. E avere una squadra composta da genitori, insegnanti e studenti che decidono di partecipare alla campagna “Nontiscordardimè” promossa da Legambiente, scegliendo di trascorrere un weekend per rendere più accogliente il proprio edificio scolastico. «Le mamme puliscono i banchi, i ragazzi migliorano il giardino e gli uomini dipingono. Questa iniziativa è un momento importante per ricordarsi che la scuola è un bene comune. Non un luogo da vivere passivamente, ma una realtà di cui riappropriarsi e prendersi cura». Vanessa Pallucchi, responsabile nazionale di Legambiente Scuola e formazione, di edizioni di “Nontiscordardimè” ne ha accumulate alle spalle. L’ha vista diventare più che maggiorenne, visto che la campagna quest’anno festeggia il suo ventennale. «Il nostro obiettivo non è ripulire un giardino o tinteggiare un’aula scolastica al posto del Comune», continua Vanessa Pallucchi. L’obiettivo vero da raggiungere nel weekend del 16 e 17 marzo in tantissimi istituti scolastici di tutta la penisola, infatti, è dare vita a un’operazione di coesione della comunità scolastica, «di rottura dei ruoli di docente, genitore, alunno attorno all’oggetto scuola – continua la responsabile dell’associazione ambientalista – per creare nuovi legami tra genitori e docenti, abbassare le distanze tra ragazzi e adulti, e soprattutto per imparare a mettersi in gioco insieme» . Un’occasione per migliorare la qualità della vita nelle scuole, portare nuovi colori e vitalità, ma anche mettere in pratica senso civico e confrontarsi sui temi ambientali. «Non è la parete ripulita che fa la differenza – continua la referente scuola di Legambiente – ma il processo che ha portato a ripulire la parete».

I cantieri di Milano

Lo sa bene Paola Corsi, la mente e il cuore del progetto che ha fatto cambiare volto a un istituto nella periferia sud di Milano. Alla scuola primaria “Renzo Pezzani”, in zona Corvetto, come spesso accade nei quartieri difficili, con gli anni ci si era abituati a vedere i muri sempre più grigi, con l’intonaco scrostato e pochi stimoli giocosi per i più piccoli. «Si tratta dell’istituto dove anch’io ho fatto le elementari – racconta Paola Corsi, che è anche presidente dell’assemblea dei genitori – ma quando, dopo molti anni, nel 2013 sono tornata a visitarla per iscriverci mia figlia, mi è venuto un tonfo al cuore, e non per l’affetto che provavo nel rivedere la mia scuola elementare». Paola, infatti, si è trovata a passeggiare insieme alla figlia in un edificio sporco e completamente lasciato a sé. «Non ero convinta che in un posto simile si potesse fare cultura». Eppure quello era il suo quartiere, lì era cresciuta e – qualche anni più tardi – aveva scelto di far vivere i suoi figli. «Così, invece di andare a cercare un altro istituto scolastico in una zona più curata della città, la scelta è stata quella di rimboccarsi le maniche e provare a cambiare quel luogo».

Quando l’energia è positiva, è facile trovare “complici” che ti aiutino a tentare l’impresa eccezionale. Se poi i beneficiari sono i propri figli, il gioco è presto fatto. I “cantieri” aperti, nella periferia di Milano, con la giornata di “Nontiscordardimè” nel 2014 hanno permesso di portare a casa la pulizia e la tinteggiatura di 18 aule dell’edificio. Da allora la formula per il complesso milanese è stata sempre la stessa: in concomitanza con la campagna di Legambiente, dividersi in squadre di lavoro e dedicare un weekend di primavera a migliorare la scuola dei propri figli. Ed è così che il secondo anno sono stati ridipinti di azzurro cielo due piani di corridoi e parte dei bagni, oltre ad essere stati ripuliti i muri, togliendo 40 anni di scotch e puntine attaccati sulle pareti.

Anno dopo anno, gli interventi sono stati sempre più mirati, arrivando alla costruzione di una parete di strumenti musicali che gli alunni suonano durante il corso settimanale di Capoeira, un’arte marziale brasiliana insegnata nella scuola, o alle fioriere per le lezioni di ecologia e giardinaggio. «Le maestre dicono che ora riescono a fare una didattica migliore mentre l’edificio scolastico è irriconoscibile – continua Paola Corsi – E quel che è più importante, chi ha vissuto il cambiamento ha capito quanto possa fare la differenza vivere in un ambiente di cui ci si prende cura». Infatti, il gruppo di genitori si occupa della campagna tutto l’anno, organizzando raccolte fondi per poter permettere alla scuola dei loro figli, per esempio, di avere degli scacchi giganti che saranno montati in primavera. «Fare questi interventi in periferia non è facile. Ma se vai avanti con determinazione e cuore aperto, poi le persone ti seguono. Tanto che oggi i genitori che non riescono ad essere presenti al weekend di lavoro – conclude Paola Corsi – ci vengono a portare comunque una pasta al forno o una bottiglia di birra per ringraziarci per quello che stiamo facendo».

immagine di Notiscordardime

Salerno in verde

Niente genitori invece a Salerno, dove i protagonisti del restyling dell’istituto secondario di secondo grado ProfAgri sono stati proprio gli studenti. Camici bianchi e pennelli alla mano, i ragazzi dell’istituto professionale campano per l’agricoltura hanno ridipinto la facciata della scuola, trasformandola in un muro verde grazie all’installazione di una serie di piante. «Se qualche dirigente scolastico può avere paura che aderire alla campagna di Legambiente porti costi aggiuntivi per la scuola, posso rassicurarlo, dicendogli che sarà sorpreso da quante persone sul territorio saranno disposte a dare una mano», precisa Alessandro Turchi, dirigente scolastico del ProfAgri, al suo terzo anno di collaborazione con l’associazione ambientalista. Per diventare un orto verticale, infatti, l’istituto campano è stato aiutato da un vivaio della zona che ha aderito all’iniziativa regalando le piante necessarie, mentre la scuola si è occupata solo di acquistare pennelli e vernici.

«Servono luoghi a misura d’uomo dove far crescere e studiare i nostri ragazzi – continua il preside – e se Comune e Provincia non riescono a prendersi cura della manutenzione dei nostri luoghi, questo non deve essere un alibi per restare a guardare». Secondo il dirigente scolastico, infatti, campagne come “Nontiscordardimè” possono non solo migliorare la qualità della vita di chi studia e lavora a scuola, ma hanno soprattutto il pregio di insegnare ai ragazzi a non delegare le proprie responsabilità, diventando protagonisti del cambiamento. «Abbiamo dato una prova agli studenti di quanto sia utile, e possa anche essere divertente, impegnarsi per un bene pubblico, dimenticandosi per un po’ delle situazioni personali – sottolinea Alessandro Turchi – Collaborare tutti insieme e portare avanti lo stesso risultato per migliorare un luogo di tutti, questo è l’insegnamento più grande».

Roma pulita

Perché i bambini sono spugne capaci di assimilare velocemente se solo gli diamo i giusti stimoli. Lo sa bene Miriam Cesta, romana, che da pochi giorni è stata felicemente rimproverata da sua figlia di 5 anni che, guardando le cartacce accumulate nel cortile della sua scuola dell’infanzia “Gioacchino Gesmundo”, nel quartiere Collatino, ha ricordato alla mamma che forse era il caso di ripetere la giornata di pulizie dell’anno precedente. Aveva solo quattro anni, la figlia di Miriam, quando nel 2017 sua madre ha organizzato la prima giornata “Nontiscordardimè” nella sua scuola materna. Lo stesso ha fatto per l’asilo nido “Pettirosso” di suo figlio, sempre nella periferia est della Capitale. «Abbiamo scelto di puntare sul giardino perché Roma ha pochi spazi verdi racconta Miriam – Mentre i bimbi della materna raccoglievano le cartacce, spiegavamo loro perché non si devono buttare per terra e quando accantonavamo le foglie secche, raccontavamo perché non è bene strapparle». Tanto che il risultato, sia nel nido che nella materna romane, non è stato solo avere un giardino più pulito, ma una giornata di lezione all’aria aperta, dedicata al ruolo del cittadino all’interno della società. Perché, come racconta Miriam Cesta, «dobbiamo ricordare ai nostri figli che proprio perché le strade e gli spazi verdi sono di tutti, dobbiamo prendercene cura tutti insieme».

Ed è così che la campagna di Legambiente diventa un momento per ridurre le distanze anche tra genitori e insegnanti. «Nonostante tutte le difficoltà che gli insegnanti e gli alunni affrontano ogni giorno, quando penso alla scuola italiana mi sento ottimista – conclude Vanessa Pallucchi – perché nessun problema impedisce di aprire le aule ogni mattina, rendendole luoghi davvero inclusivi. Forse, gli ultimi veri luoghi associativi non solo per le nuove generazioni, ma anche per gli adulti». Un motivo in più, secondo Legambiente, per festeggiare i vent’anni della campagna “Nontiscordardimè” con una partecipazione ancora più ampia degli anni passati, riconoscendone il valore che va ben oltre i banchi di scuola.