A Roma è nato il Circolo di Legambiente Gemme

Sono pieni di entusiasmo e hanno pochi mesi di attività alle spalle. Ma già fanno divulgazione scientifica e ambientale nelle scuole e fra i coetanei. Sono i giovani del circolo Legambiente “Gemme” di Roma

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E’ il 2019, smettiamola di continuare a dire cambiamento climatico e iniziamo a chiamarlo per ciò che è realmente, cioè una crisi climatica, un’emergenza climatica. Parafrasando, è questo l’appello lanciato da Greta Thunberg sui social lo scorso mese. Come non essere d’accordo? E non sorprende più ormai che il monito venga da una sedicenne. Negli ultimi mesi i giovani ci hanno dimostrato di riuscire a far sentire forte la loro voce, con semplicità e determinazione, urlandoci di svegliarci dal nostro torpore per renderci conto dell’emergenza ormai in atto. E riescono a farsi sentire, soprattutto quando decidono di unirsi e urlare insieme. È quello che hanno fatto i ragazzi del circolo Legambiente “Gemme” di Roma, una sede giovanissima, sia per nascita che per componenti. Hanno in media dai 18 ai 23 anni e sono riusciti in pochi mesi a costituire un gruppo già ben strutturato che sa quello che vuole.
«All’inizio eravamo una decina di universitari che si ritrovavano per ripulire i parchi – racconta la presidente Livia De Simoni – Crescendo, dalla necessità comune di fare volontariato per la salvaguardia dell’ambiente, abbiamo deciso di fondare un nostro circolo. Un punto d’aggregazione dove poter conoscere nuove persone e socializzare mentre si fa qualcosa che ci accomuna». Da queste premesse le “gemme legambientine” hanno iniziato a dedicarsi a una delle loro principali attività: la divulgazione scientifica nelle scuole sulle problematiche ambientali. Cambiamenti climatici, inquinamento da plastica negli oceani, pesca e allevamenti intensivi sono solo alcune delle tematiche che vengono trattate dai ragazzi, soprattutto nei licei. Un’attività che sperano di ampliare per il prossimo anno scolastico. Argomenti che vengono toccati anche durante le serate di approfondimento che organizzano in sede, come quella sull’industria della moda dello scorso maggio. Un’occasione per vedere un documentario e discutere insieme sul prezzo umano dei vestiti che compriamo a basso costo, scelte apparentemente innocue che però alimentano un circolo vizioso che ha conseguenze sulla vita delle persone che li producono. A fine serata era previsto uno scambio di vestiti dismessi fra i partecipanti, per mostrare che un’alternativa è possibile. Lo stesso principio su cui si basano le rubriche social del circolo: dare consigli per scardinare le nostre abitudini e scegliere stili di vita più sostenibili.
«Una volta a settimana diamo un’indicazione su come ridurre il nostro impatto sul pianeta e suggeriamo un documentario o un libro su questi temi – continua Livia – muoversi in bici, usare la borraccia, munirsi di posacenere portatile: piccoli gesti che possono fare la differenza. Per il futuro ci auguriamo di poterlo fare anche nelle piazze, metterci a disposizione dei cittadini per approfondire degli argomenti e dare informazioni su come agire nel nostro piccolo per arrestare la crisi in atto». Tanti progetti e la speranza di attirare giovani per far crescere il circolo. «Vogliamo far capire alla gente che la svolta green è l’unica possibile e riuscire ad essere così tanti da ottenere rilevanza e farci ascoltare anche dalla politica, nell’auspicio che si faccia di più per incentivare le persone al cambiamento». Noi facciamo il tifo per loro.l