A Pantelleria messe a dimora 1.250 piante

Conclusa la campagna di crowdfunding “10.000 Alberi per Pantelleria: per non dimenticare l’incendio 2016”. Ogni albero piantato permette di abbattere circa 700 kg di CO2 / Sostieni la campagna

Alberi Pantelleria

Il 28 novembre a Montagna Grande sono state messe a dimora 1.250 piante. L’iniziativa è l’atto conclusivo del progetto “10.000 Alberi per Pantelleria: per non dimenticare l’incendio 2016”. Queste ultime piante si sommano ad altre 250 piante che erano già state messe a dimora a Kuddie Rosse nel marzo del 2018. Non si tratta di azioni simboliche. Ogni albero piantato permette infatti l’abbattimento di una quantità stimata in circa 700 kg di CO2 nel corso del suo intero ciclo di vita, per un totale di 1.125 tonnellate.

Il progetto “10.000 Alberi per Pantelleria” è la campagna di crowdfunding in ambito ambientale che in Italia ha registrato il maggior successo con oltre 200 donatori tra cui importanti aziende nazionali. Un’impresa resa possibile grazie alla collaborazione del Dipartimento SAF dell’Università degli Studi di Palermo, che ha scelto specie autoctone già presenti a Pantelleria nel rispetto della biodiversità locale e privilegiato specie rare o minacciate. Il progetto è stato promosso dal Comitato Parchi per Kyoto, onlus costituita da Federparchi-Europarc Italia, Kyoto Club e Legambiente, che ha lanciato il crowdfunding in partnership con PlanBee.

Alla giornata del 28 novembre hanno partecipato 24 ragazzi che si sono occupati simbolicamente di mettere a dimora le ultime piantine a Montagna Grande. A loro sono stati donati piccoli arbusti autoctoni, simbolo di rinascita e di speranza, con il compito di scegliere un posto ideale sull’isola in cui piantarli. Erano inoltre presenti Francesco Ferrante, presidente del Comitato Parchi per Kyoto, Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi, Vincenzo Campo, sindaco di Pantelleria, Salvatore Gino Gabriele, presidente del Parco Isola di Pantelleria, Giuseppe Maria Amato della presidenza di Legambiente Sicilia, Giuseppe Barbera, professore dell’Università di Palermo, Carlo Di Leo, amministratore di Milleotto srl, Antonio Ferro, ex presidente di Parchi per Kyoto, Armando Mattei, amministratore delegato di Plan BEE, e Carmen Di Penta, direttore di Marevivo.

Importante è stato anche il contributo dato al progetto da aziende nazionali tra cui EcoTyre, il consorzio che si occupa della corretta gestione del fine vita degli pneumatici, il Gruppo Terna, Donnafugata, azienda vitivinicola siciliana, l’azienda bresciana Naturalmente – Artec, l’azienda agricola Salcheto di Montepulciano, il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, l’azienda Ecologica Naviglio S.p.A. che opera nell’area del Parco del Ticino, il capperificio Bonomo & Giglio Srl.

“Sono molto soddisfatto – dice Francesco Ferrante, presidente del Comitato Parchi per Kyoto – dei risultati raggiunti grazie alle numerose donazioni per un totale di circa 45.000 euro. Ringrazio il Comune di Pantelleria, l’Università di Palermo, l’ente parco che ci ospita e tutti coloro che hanno partecipato alla campagna di raccolta fondi, cittadini e aziende, tra le più importanti in Italia. Le 1.500 piante messe a dimora vogliono rappresentare la speranza, quella di ridare la vita a una parte significativa del territorio devastato dall’incendio. Sono un piccolo contributo che tuttavia vogliamo far rientrare nel progetto più ampio promosso da diversi personaggi per piantare nei prossimi anni 60 milioni di alberi sul territorio nazionale, uno per ogni italiano”.

“Superare gli incendi con azioni positive, di cura verso il Pianeta, questo lo spirito di Legambiente Sicilia – ha dichiarato Giuseppe Maria Amato, della presidenza di Legambiente Sicilia – che si palesa nella messa a dimora delle 1.500 piante sui fianchi delle vulcaniche montagne di Pantelleria. L’isola, in fondo, per le sue specificità, rappresenta un pianeta in miniatura verso il quale l’uomo deve cambiare atteggiamento per sperare di tornare ad essere sostenibile. Se da un lato, infatti, la spettacolare e plurimillenaria permanenza dell’uomo ha qui realizzato capolavori della sostenibilità elaborando un paesaggio unico al mondo che vede interdigitarsi l’agricoltura con le aspre e spettacolari note della vulcanicità, dall’altro l’impatto degli ultimi 100 anni si percepisce con tutti i suoi portati e diviene tragedia quando si esprime con la criminale azione degli incendiari. Vogliamo una Pantelleria che si conservi tornando ad essere sostenibile”.