giovedì 16 Settembre 2021

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A Mantova al via il primo World forum on urban forestation

foto del teatro nel giardino della scuola Leopardi di Roma

Nella cornice di una cittadina patrimonio dell’Unesco, dotata di un sindaco, Mattia Palazzi, tanto lungimirante da essersi battuto per far fare a Mantova il primo WFUF ( lo strano acronimo sta per World forum on urban forestation), iniziano i lavori per qualcosa di molto sottovalutato ma di fondamentale importanza per la nostra sopravvivenza. Le città occupano infatti solo il 3% della superficie del pianeta ma consumano il 70% dell’energia globale ed emettono il 75% degli inquinanti e dei gas serra. Si prevede anche – ma speriamo che sia una previsione sbagliata, – che entro il 2050 la popolazione delle città vedrà un ulteriore inurbamento selvaggio, e cioè il 70% dei circa dieci miliardi di persone si concentrerà in sempre più roventi e inquinati agglomerati urbani.

Le foreste, invece, si sono enormemente ‘ rattrapite’: dal 1990 al 2015 hanno perso più della metà della loro estensione globale: se si considera che i tre quarti delle acque dolci accessibili nel globo provengono da bacini coperti di foreste, e che senza gli alberi non c’è la pioggia né si forma il vapore acqueo, si capisce perc hè i periodi di siccità sono in grave aumento e durata.

Un albero di grandi dimensioni può produrre ossigeno per 4 persone, e assorbe 150kg di CO2 equivalente l’anni. Fa anche altri miracoli: per esempio può ridurre, in estate, la temperatura nelle città di 2 gradi e anche più, diminuisce nelle case il fabbisogno di aria condizionata, e persino preserva il manto stradale, perché un ombreggiamento efficace può far risparmiare fino al 60% dei costi di ripristino della pavimentazione. Rimuove anche dall’atmosfera le polveri sottili, riduce l’inquinamento acustico e anche la produzione di ozono nocivo.

Anche le abitazioni, se circondate dal verde, aumentano del 20% il loro valore. “ Alla lunga l’investimento in verde pubblico è un investimento che fa risparmiare” dice Ezio Casali, consigliere del Collegio Nazionale degli Agrotecnici.

I dati del consumo di suolo sono ormai inquietanti e in Lombardia si respirano ormai più gas di scarico che aria pulita. “ La forestazione – aggiunge Stefano Boeri – è uno degli strumenti più efficaci contro il riscaldamento globale: tetti verdi, orti urbani, viali alberati moltiplicazione delle superfici verdi sono diventate una sfida fondamentale per la sopravvivenza”.

Il Forum è stato promosso dalla FAO con la collaborazione del Comune di Mantova, del Politecnico di Milano, del SISEF ( società italiana di silvicoltura) e da un comitato scientifico diretto da Stefano Boeri e Cecil Knijnendijk. Settecento persone provenienti da tutto il mondo, persino dal Vietnam e dalla Nuova Guinea, oltre 70 giornalisti sono un buon inizio per promuovere l’attenzione su un tema cos’ importante. Ci sono delegati da Bogotà, Atene, Tirana, Lisbona, Buenos Aires, Parigi, Melbourne, Toronto Vancouver, Tel Aviv Milano e Quito: da New York sono attesi Daniel Zarilli e Sarah Charlop-Powers, direttore dell’ente per la conservazione delle aree verdi della grande mela.

I russi hanno chiesto un incontro bilaterale:saranno presenti rappresentanti del ministero dell’ambiente e foreste e della Moscow University.

Non è probabilmente casuale che l’incontro avvenga nella Pianura Padana, una delle aree con l’aria più inquinata del mondo: auguriamoci che sia un incontro di fatti concreti per migliorare le cose. Sperare bene male non fa, anche se i sussidi alle fonti fossili sono aumentati e costituiscono lo 0’7% del PIL mondiale, mentre gli investimenti in rinnovabili segnano il passo, nonostante i diversi intendimenti delle varie COP e dell’IPCC ( International Panel Climate Change) : almeno gli alberi si potrebbero tutelare più facilmente, no? Basterebbe la volontà dei Comuni e dei Sindaci…

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