A Foggia una gigantografia per ricordare le stragi di braccianti

Viene realizzata a partire da oggi sugli enormi silos dell’ex stabilimento Casillo con il contributo di Intersos. Solo due giorni fa nella zona un lavoratore nigeriano di 22 anni è stato ferito agli arti con una pistola a pallini mentre andava al lavoro / La nostra inchiesta CAPORALATO E CORONAVIRUS: DIRITTI A TEMPO

aziende contro il caporalato
Foto di Mario Poeta

Una gigantografia di braccia che raccolgono pomodori. Inizia a prendere forma da oggi, giovedì 6 agosto, la realizzazione di una nuova opera del fotografo Alessandro Tricarico che verrà installata a Foggia, sugli enormi silos dell’ex stabilimento Casillo, con il contributo dell’organizzazione umanitaria Intersos.  

Il titolo del lavoro è “Solo braccia” e riprende la frase dello scrittore svizzero Max Frisch che trent’anni fa, parlando dei migranti italiani in Svizzera, disse: “Volevamo braccia, sono arrivati esseri umani”. Braccia di circa 30 metri si leveranno per raccogliere pomodori, e ricordare con la loro imponenza plastica che dall’incidente stradale che, nel 2018, costò la vita a dodici braccianti, per i braccianti nulla è cambiato.

La realizzazione della gigantografia “Solo braccia” di Alessandro Tricarico

“Il 6 di agosto a Ripalta, sulla statale 16, sotto quei 12 lenzuoli bianchi stesi erano coperti padri, figli, uomini visti come sole braccia, diritti negati, la sofferenza del percorso migratorio inclusa le brutalità della Libia”, dice Alessandro Verona, referente medico di Intersos, ricordando quel giorno. “Persone a cui è stata negata la dignità di esistere e di essere riconosciuti dal Paese che doveva accoglierli. Persone trattate come carne da macello nello sfruttamento agricolo. Un sintomo dolorosissimo rimasto inascoltato cui è seguito il decreto sicurezza a Dicembre 2018, ed una regolarizzazione evanescente a Luglio 2020. Dove prima abitava chi ha perso la vita in quei furgoni, nulla è cambiato”. Solo due giorni prima, il 4 agosto, altri quattro braccianti avevano perso la vita in un incidente simile.

A incidenti di questo tipo si sono sommate in questi due anni sempre a Foggia numerose violenze ai danni dei lavoratori migranti. Nel corso del 2019 in diverse occasioni i lavoratori migranti sono stati minacciati o presi a sassate mentre andavano a piedi o in bicicletta per le vie della città, in particolare in via Manfredonia. Il 13 Luglio 2019 due persone provenienti dall’Africa sub-sahariana mentre si recano al lavoro all’alba vengono colpite da pietre lanciate da un’auto in via Manfredonia. Il 15 luglio 2019 con la stessa dinamica, sempre all’alba, vengono colpiti 3 lavoratori di cui uno alla testa. Il 17 luglio 2019 un giovane africano mentre va al lavoro in motorino viene speronato da un’auto. Perde un dente e si procura una ferita lacero-contusa al labbro inferiore. Mentre è riverso a terra una persona scende dall’auto e si accanisce contro il motorino. Il 23 luglio 2019 tre persone in bicicletta vengono colpite alla testa con pietre lanciate da un’auto in corsa. Uno di loro è stata sottoposta ad un’operazione chirurgica per una frattura scomposta al volto. E oggi la situazione non è affatto cambiata. Il 4 agosto, un lavoratore nigeriano di 22 anni è stato ferito agli arti con una pistola a pallini mentre andava al lavoro. A sparare due persone su uno scooter.

La gigantografia di Alessandro Tricarico sarà interamente visibile tra il 7 e l’8 agosto. Per realizzare è stata scelta la carta, destinata pertanto a sgretolarsi nel tempo. Proprio come la memoria di questi eventi tragici.

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