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5G, Parlamento valuta innalzamento limiti di esposizione. Il no di Legambiente

L’associazione boccia duramente il parere favorevole della Commissione trasporti poste e telecomunicazioni sulla valutazione di aumentare i limiti oltre gli attuali 6V/m: “Non c’è nessuna necessità tecnica”. E dà appuntamento all’Assemblea nazionale sul tema del 7 aprile

L’esposizione all’elettromagnetismo torna tema caldo, complice il parere favorevole espresso la scorsa settimana dalla Commissione trasporti poste e telecomunicazioni sulle proposte per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, tra cui quelle previste per la Missione 1: (Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura), componente 1.2 (Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo), linea progettuale 4 (Banda larga, 5G e monitoraggio satellitare). In parole povere la Commissione propone di alzare i limiti di esposizione.

Una proposta bocciata senza appello da Legambiente.I limiti di esposizione di 6V/m non si toccano nemmeno di un V”, è il commento dell’associazione ambientalista. Il documento in discussione in Commissione contiene 23 proposte per la digitalizzazione e l’innovazione del sistema di telecomunicazioni, tra cui al punto 15 quella di valutare l’opportunità di adeguare gli attuali limiti italiani sulle emissioni elettromagnetiche a quelli europei.

“Nessuna proposta però riguarda l’implementazione della ricerca e degli studi epidemiologici sul tema, fondamentali prima di anche solo proporre una valutazione di aumento dei limiti di legge oggi esistenti” – Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente

“Nessuna proposta però – commenta Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente – riguarda l’implementazione della ricerca e degli studi epidemiologici sul tema, fondamentali prima di anche solo proporre una valutazione di aumento dei limiti di legge oggi esistenti. Un limite di legge che in questi anni ha non solo garantito, insieme al lavoro fatto da tantissime Agenzie Regionali per la protezione ambientale, la minimizzazione delle esposizioni, ma come ci sta indicando la ricerca scientifica anche un buon livello di protezione da possibili effetti nocivi, riscontrabili, stando alle ultime ricerche, invece di esposizioni più elevate”.

Sono noti infatti i risultati dell’Istituto Ramazzini o del National Toxicology Program, e di altre ricerche sui cellulari, che dimostrano come una esposizione duratura e continua a campi elettromagnetici elevati può portare all’insorgenza di patologie. “Non c’è da parte nostra – riprende Katiuscia Eroe – nessuna contrarietà allo sviluppo della digitalizzazione del nostro Paese, processo fondamentale per superare tante delle difficoltà messe ancora più in evidenza dalla pandemia. Ma non esiste nessuna ragione tecnica valida a supporto della necessità di innalzamento dei limiti, se non di tipo economico rispetto agli investimenti che i gestori dovranno sostenere per coprire il territorio nazionale. Aree remote comprese. Per tutte queste ragioni, Legambiente invita cittadini e cittadine, realtà associative, comitati più o meno organizzati ad esprimere la propria contrarietà all’innalzamento dei limiti di legge in tema di elettromagnetismo attraverso la petizione ‘5G, No all’aumento dei limiti di esposizione, che vede tra i primi firmatari Pietro Comba del Collegium Ramazzini, Fiorella Belpoggi, direttrice Istituto Ramazzini e Roberto Romizi, presidente Isde. Ma anche a partecipare all’Assemblea nazionale contro l’innalzamento dei limiti di legge”, con l’obiettivo di definire un’azione comune per impedire questo grave errore. L’incontro si terrà il prossimo 7 aprile alle ore 18,00 (per partecipare scrivere a energia@legambiente.it).

Ascolta il nostro podcast Tutte le verità sul 5G

 

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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