Le 100 notizie verdi del 2018: luglio

Eventi, storie, battaglie e scelte politiche che hanno segnato luglio 2018. A cura di Fabio Dessì

La fotografia della cacciatrice americana che ha ucciso una giraffa in Sudafrica

LUGLIO

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Il procuratore genera le del Rhode Island, Peter Kilmartin, annuncia l’avvio di una causa contro 21 delle maggiori compagnie di combustibili fossili per il loro contributo al cambiamento climatico. L’obiettivo è far sì che colossi come ExxonMobil, Chevron, Bp e Shell vengano ritenuti responsabili per aver contribuito consapevolmente al cambiamento climatico e ai suoi impatti sul minuscolo Stato che affaccia sull’Atlantico, il primo negli Usa ad avviare una causa di questo genere.

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Le foto di una giraffa nera abbattuta in Sudafrica da una cacciatrice statunitense diventano virali dopo essere state pubblicate da Africa Digest . La donna, Tess Thompson Talley, si vantava pubblicamente dell’uccisione: “Una selvaggia bianca americana, che è in parte una Neanderthal – si legge sul giornale – arriva in Africa e abbatte una rarissima giraffa nera per gentile concessione della stupidità del Sudafrica”. La caccia grossa che ha dato “fama” alla Thompson Talley è avvenuta nella savana sudafricana in modo completamente legale.

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L’Enea individua “sette nuove aree costiere italiane a rischio inondazione per l’innalzamento del Mediterraneo, sia a causa dei cambiamenti climatici che delle caratteristiche geologiche della nostra penisola”. Nell’Italia continentale le nuove aree a rischio sono tutte sul versante adriatico: tre in Abruzzo (Pescara, Martinsicuro e Fossacesia) più la pugliese Lesina (Fg). Le altre tre zone sono sulle isole di Granelli (Sr), Elba e Valledoria (Ss).

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Se nel 2017 a livello globale l’anomalia della temperatura media sulla terraferma è stata di + 1,20° C, nel nostro Paese il riscaldamento è stato pari a +1.30° C. A dirlo è l’Ispra nel suo rapporto “Gli indicatori del clima in Italia”.

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Il negazionista climatico Scott Pruitt si dimette da capo della Environmental protection agency (Epa). Un duro colpo per il presidente Trump, che lo ha fortemente voluto alla testa del “ministero dell’Ambiente” statunitense. Nella sua lettera di dimissioni Pruitt conferma la sua adesione al programma di Trump, affermando di essere stato costretto a lasciare l’incarico a causa degli “attacchi inesorabili contro di me e la mia famiglia, che non hanno precedenti”.

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Secondo le cifre fornite da Tokyo, il bilancio delle inondazioni e frane causate dalle precipitazioni record nella parte occidentale del Giappone è di 169 morti e 80 dispersi. La zona più colpita, con 67 vittime, è la prefettura di Hiroshima. Migliaia le persone ospitate in ricoveri provvisori. La situazione è resa ancora più difficile da un’ondata di caldo che soffoca l’intero Paese.

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La Corte Costituzionale ecuadoriana rigetta il ricorso della Chevron contro le tre sentenze che impongono alla compagnia di riparare ai danni socioambientali prodotti dal ’64 nei dintorni della città di Nueva Loja. Più di 9 miliardi di dollari per i 480.000 ettari di foresta amazzonica distrutti o contaminati e per le trentamila persone danneggiate da liquami e agenti tossici che la multinazionale ha sversato nel suolo e nelle falde acquifere della zona.

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Bruxelles esorta l’Italia a conformarsi al diritto dell’Ue sulle acque reflue urbane e a garantire che quelle provenienti da tutti gli agglomerati con una popolazione di oltre duemila abitanti siano raccolte e trattate. Il nostro Paese è già stato sottoposto a tre distinte procedure di infrazione in materia, per questo la Commissione invia all’Italia una lettera di costituzione in mora.

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I dati del rapporto Ispra sul dissesto idrogeologico in Italia fotografano una situazione grave: 7.275 Comuni (91%) sono a rischio per frane e/o alluvioni, il 16,6% del territorio nazionale è classificato a “maggiore pericolosità”. Questo significa che 1,28 milioni di abitanti vivono in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata e oltre 6 milioni in zone a pericolosità idraulica nello scenario medio. In totale più di 7 milioni di persone risiedono in territori a rischio.

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La più grande colonia del mondo di pinguini reali sta sparendo. A lanciare l’allarme è uno studio della Cnrs/University of La Rochelle, che attraverso foto satellitari ha monitorato l’insediamento situato nei confini artici dell’Oceano Indiano, sull’Île aux Cochons. Sull’isola negli anni ’80 vivevano due milioni di pinguini, oggi ne manca all’appello il 90%. Una delle prime ipotesi dei ricercatori è il fattore climatico: El Niño potrebbe aver ridotto drasticamente la quantità di pesci che approvvigionano l’immensa colonia, sterminandola per fame.