Zone umide, un bene da tutelare

Il 2 febbraio si celebra la Convenzione internazionale di Ramsar (Iran, 1971). Tre quarti di paludi e torbiere e quasi la metà di laghi, fiumi e coste è a rischio scomparsa. Aree in cui ci sono colture di pregio, allevamento e pesca, e cornici per il turismo e le attività ricreative. Le iniziative di Legambiente per valorizzarle (pdf)

Immagine di un airone mentre pesca

Le Zone umide, così come le definisce la Convenzione internazionale di Ramsar (Iran, 2 febbraio 1971), sono aree caratterizzate da ecosistemi con altissimo grado di biodiversità, con habitat di particolare importanza per gli uccelli acquatici. Per celebrare l’importanza di questi ecosistemi il 2 febbraio, anniversario della firma della Convenzione, si organizza ogni anno la Giornata Mondiale delle Zone Umide anche per ricordare ai 170 Paesi firmatari dell’accordo l’importanza di conservare e utilizzare in maniera razionale le zone umide e le loro risorse.  

Secondo i dati della prima Lista Rossa Europea degli Habitat, un’analisi degli habitat europei che fornisce un quadro dello stato di 490 habitat (sia terrestri che marini) in 35 paesi europei, oltre un terzo degli habitat terrestri sono attualmente in pericolo di scomparsa, in particolare più di tre quarti delle paludi e torbiere e quasi la metà di laghi, fiumi e coste (fonte IUCN 2015). Gli habitat europei sono in declino in estensione e qualità per diverse ragioni: l’agricoltura intensiva, l’abbandono delle tradizionali attività agro-pastorali, l’alterazione degli equilibri idrici, l’inquinamento, l’invasione di specie vegetali e animali aliene, l’urbanizzazione e lo sviluppo di infrastrutture.

In Italia le zone Ramsar designate ai sensi della Convenzione sono 55, ed altre 10 sono state individuate ed è stata avviata la procedura di designazione internazionale. L’insieme di queste 65 aree, che spesso sono ricomprese nei perimetri di altre aree protette (parchi o riserve), interessano un totale di 82.331 ettari, con una superficie agricola di circa 15.000 ettari, pari al 18% della superficie totale, di cui circa 12.000 ha di seminativi in aree non irrigue.

Sebbene sia ovvia per tutti l’importanza della salubrità dell’acqua che sgorga dal rubinetto di casa, non è altrettanto immediato considerare l’importanza della qualità degli ecosistemi acquatici che assicurano un bene così prezioso come l’acqua, sia per l’uso potabile che agricolo. L’approvvigionamento idrico è solo uno dei numerosi servizi ecosistemici resi dalle zone umide, ambienti che sono importantissimi per l’uomo anche per molte altre funzioni.  Le zone umide sono tra gli ambienti più produttivi al mondo, costituiscono dei luoghi di sosta o di passaggio per molte specie di uccelli migratori, nonché aree di rifugio per numerose altre specie legate agli ecosistemi acquatici.

Per queste funzioni, la loro tutela è considerata prioritaria a livello internazionale, e la Convenzione di Ramsar è l’unico trattato internazionale sull’ambiente che si occupa di questo particolare ecosistema, che oltre ad accogliere e conservare una ricca diversità biologica di uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati, garantisce risorse di acqua e cibo e svolge una funzione di mitigazione ai cambiamenti climatici.

E proprio il tema del clima è messo quest’anno al centro della campagna mondiale per la Giornata della Zone Umide del 2019, il cui slogan è “non siamo impotenti di fronte ai cambiamenti climatici”, per ricordarci come le zone umide, le aree fluviali, i sistemi idrici, etc… contribuiscono a frenarne gli impatti immagazzinando grandi quantità di carbonio e assorbendo le piogge in eccesso, così da arginare il rischio di inondazioni, rallentare l’insorgere della siccità e ridurre al minimo la penuria d’acqua.

La mobilitazione di Legambiente, con appuntamenti dal nord al Sud della Penisola per far conoscere queste aree proprio in occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide 2019 (pdf), non serve dunque solo a celebrare, ma soprattutto  a ricordare che questi habitat contribuiscono a produrre colture di pregio, a sostenere l’allevamento e la pesca, a fornire splendide cornici per il turismo e le attività ricreative e sono un patrimonio prezioso e insostituibile per le generazioni future che dobbiamo saper conservare, gestire e fruire.