2 febbraio: Giornata mondiale delle Zone umide

Un’importante occasione per ricordare il ruolo fondamentale che svolgono questi ambienti: accolgono la più grande biodiversità della Terra, sono fulcro di importanti rotte migratorie, ma sono anche ecosistemi particolarmente sensibili all’impatto dei cambiamenti climatici
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Giornata mondiale delle zone umide

di Luca Gallerano

Il 2 febbraio ricorre la giornata mondiale delle Zone umide, un’importante occasione per ricordare il ruolo fondamentale che svolgono questi ambienti: accolgono la più grande biodiversità della Terra, sono fulcro di importanti rotte migratorie, ma sono anche ecosistemi particolarmente sensibili all’impatto dei cambiamenti climatici. La Convenzione di Ramsar, firmata proprio il 2 febbraio 1971, ha permesso di identificare le più importanti aree umide mondiali, caratterizzate da ecosistemi ad altissima biodiversità. Essa definisce le “zone umide”: “paludi, acquitrini, torbiere e specchi d’acqua naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, incluse quelle fasce marine costiere la cui profondità, in condizioni di bassa marea, non superi i 6 m”.

I siti con tali caratteristiche possono essere inclusi nella “lista delle zone umide di importanza internazionale” che sono oggi in Italia 65, per un totale di 82.331 ettari. Si tratta di ambienti che svolgono una funzione fondamentale per garantire le risorse di acqua e cibo e lo stoccaggio del carbonio, ma sono anche luoghi di grande bellezza e perciò visitabili in ogni stagione, per svolgere escursioni naturalistiche e birdwatching.

Lo slogan internazionale della giornata di quest’anno, come stabilito dal Segretariato della Convezione di Ramsar, sarà “le Zone Umide per un futuro sostenibile delle città”. Le zone umide urbane svolgono infatti un ruolo vitale nel rendere le città sicure, resiliente e sostenibili, come sancito dall’obiettivo 11 dell’agenda 2030 dell’Onu. In accordo con il Segretariato della Convenzione, promuoviamo una gestione delle aree umide urbane che, coinvolgendo le comunità locali, ne valorizzi gli aspetti ambientali ed economici, riducendo lo spreco di acqua e organizzando azioni di pulizia per ridurre le inondazioni.

Nelle aree urbane l’azione di filtraggio dell’acqua da parte delle zone umide è fondamentale per salvaguardare l’approvvigionamento idrico, assorbendo alcune tossine dannose, pesticidi agricoli e rifiuti industriali e aiutando anche a trattare i liquami domestici. Inoltre le zone umide raffreddano l’aria dei centri urbani surriscaldata dallo smog e rappresentano spazi verdi che riducono lo stress e migliorano la salute dei residenti.