di FRANCESCO POTA
L’annuncio di Greenpeace ed Epia Nel rapporto “Solar Generation”. Entro un ventennio saranno prodotti 2.600 miliardi di chilowattora, il doppio di quanto fornito oggi dal nucleare. Italia richiamata a un maggiore impegno/ Scarica il dossier (Pdf)
L’energia prodotta grazie agli impianti fotovoltaici raggiungerà nel 2030 i 2.600 miliardi di chilowattora, grazie all’installazione di 18.000 GW di pannelli solari nel mondo. Questo è quanto affermano Greenpeace ed Epia (European Photovoltaic Industry Association) nel quinto rapporto Solar Generation. I chilowattora prodotti saranno il 14% del fabbisogno mondiale, più del doppio di quanto fornito oggi dal nucleare.
Le due associazioni prevedono un aumento dell’utilizzo del fotovoltaico che garantirà a 1,3 miliardi di persone delle regioni urbanizzate e a oltre 3 miliardi di persone non ancora raggiunte dall’elettricità di poter accedere all’energia pulita. “Il nuovo rapporto conferma l’imponente crescita del fotovoltaico nel mondo e dimostra che, con adeguate politiche di sostegno, il fotovoltaico ha le potenzialità per divenire una delle maggiori fonti energetiche su cui contare” dichiara il Presidente di Epia, Ernesto Macias. Gli fa eco
Questo in virtù del meccanismo del Cip6, i contributi alle rinnovabili che vanno anche alle cosiddette “fonti assimilate”, quelle cioè che utilizzano i rifiuti solidi urbani e il carbone. Si riducono così gli investimenti nel settore delle energie pulite che hanno ricevuto, nel 2007, 26 milioni di euro a fronte dei 3,7 miliardi delle energie prodotte con combustibile fossile.
A questo proposito Tedesco afferma: “Un tale squilibrio è inaccettabile: occorre ‘liberare’ risorse destinate alle fonti fossili per il rapido sviluppo delle rinnovabili. Assistiamo invece a un folle piano per il ritorno al nucleare, e all’inaugurazione di nuove centrali a carbone. È così che il governo pensa di centrare l’obiettivo europeo per il 25% di rinnovabili al 2020?”.
Già nel 2015, secondo il rapporto, sarà possibile produrre competitivamente, rispetto alle fonti fossili tradizionali, energia fotovoltaica nell’Europa meridionale. Nel 2030 lo sarà anche nel resto del continente. Questa rivoluzione solare permetterà di tagliare l’emissione di 1.600 tonnellate di CO2 al 2030, pari all’attuale produzione di anidride carbonica di Italia e Germania.
Diego
05 settembre 2008, 17:55Nick
04 settembre 2008, 17:20Nick
04 settembre 2008, 17:15Diego
03 settembre 2008, 17:38Roberto
03 settembre 2008, 16:29
02 settembre 2008 - TAG: Energia | Greenpeace | Solare |