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Pianosa no nuke
Un appello per scongiurare la collocazione di una centrale nucleare a Pianosa e ogni possibile ritorno del paese all’energia atomica. Lo lancia dall'isola toscana un convegno dell'imbarcazione ambientalista/ RIF:10093|Scacco alla torreBMarciana Marittima: scacco alla torre/B/RIF - LINK:http://www.lanuovaecologia.it/iniziative/campagne/10096.phpBLA FOTO DEL BLITZ/B/LINK
Dalla murata della storica imbarcazione ambientalista Delphin, ormeggiata da tre giorni al Molo Gallo di Portoferraio e pronta a salpare domattina alla volta del Lazio, sventola uno striscione giallo con la scritta nera: “Pianosa: no al nucleare”. Lettere forti e chiare ribadite dal messaggio che Goletta Verde ha lanciato, questa mattina, nel corso di un incontro sull’energia nucleare cui hanno preso parte Rina Guadagnini, portavoce di Goletta Verde, Umberto Mazzantini, responsabile Legambiente Isole Minori, Mario Tozzi, Presidente Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, Roberto Peria, sindaco di Portoferraio.
Un appello antinuclearista per scongiurare ogni possibile ritorno all’energia atomica, che, peraltro, allontanerebbe l’Italia dagli accordi internazionali vincolanti sulle questioni energetiche, e ogni ipotesi scellerata di localizzazione di questa fonte energetica insicura, non rinnovabile e antieconomica, o di depositi di scorie nucleari, in zone di alto valore naturalistico, paesaggistico e storico, come i parchi nazionali o le isole toscane. Se la scelta del nucleare è di per sé una strada senza uscita, infatti, è ancora più cieca una politica di localizzazioni che non tiene conto di questi aspetti da tutelare, importanti non solo per il territorio e la sua sostenibilità, ma anche per la tutela e il benessere della collettività tutta.
Zone protette e a forte vocazione turistico- ambientale, infatti, sarebbero valorizzate dall’utilizzo e dallo sviluppo di energie rinnovabili. E questa non è solo la posizione degli ambientalisti. Stesse riflessioni e stessi sentimenti, infatti, sono condivisi dagli amministratori locali dell’Elba, che hanno raccolto l’invito di Goletta Verde e hanno preso parte all’incontro di oggi, ribadendo il proprio no al nucleare. Ai non presenti, invece, Goletta Verde rinnova l’appello ad aderire al fronte del no-nuke.
“L’ipotesi di realizzare un centrale nucleare a Pianosa è evidentemente impensabile – ha esordito Umberto Mazzantini, Responsabile Legambiente Isole Minori -. Dal 1985, anno in cui il piano energetico nazionale nominava Pianosa come uno dei siti di interesse per un impianto di questo tipo, sono passati ben 23 anni e questa ipotesi ora deve definitivamente tramontare. Non dimentichiamo nemmeno che in una lista dei possibili siti per il conferimento delle scorie nucleari, nel 2001, apparve anche il sito delle miniere di Calamita, nel Comune di Capoliveri e nel Parco Nazionale, all’isola d’Elba. Non bisogna essere troppo intelligenti per capire che l’ipotesi non è strutturalmente valida per un’isola come quella di Pianosa e che il destino e il futuro dell’intero arcipelago verrebbero interamente annientati, sia sotto il profilo ambientale, che sociale, turistico ed economico”.
Legambiente e Goletta Verde hanno sempre sostenuto i Parchi come entità in grado di tutelare, arricchire e unire luoghi e culture sotto il comune denominatore di un ambiente sostenibile; la qualità culturale e naturalistica dei territori è una chiave d’accesso a un futuro sostenibile, a uno sviluppo equilibrato ed al benessere delle popolazioni locali. C’è voluto molto per affermare un’idea di ambiente e tutela credibile e concreta, Legambiente sarà ancora al fianco degli amministratori dell’Arcipelago Toscano che oggi hanno detto no al nucleare, affinché non venga cancellata con un colpo di spugna.
"Siamo in pieno Parco Naturale dell’Arcipelago Toscano, un parco unico in Italia per la sua conformazione e la sua ricchezza. E se il nostro no al nucleare è secco e deciso – ha continuato Rina Guadagnini, portavoce di Goletta Verde - lo è ancora di più quando una scelta sbagliata di localizzazione può influire in maniera drammatica sul futuro di un territorio. Inoltre, il nucleare ci allontana dagli obiettivi che l’Unione Europea auspica di raggiungere entro il 2020: 30% di riduzione di CO2, aumento del 20% dell’efficienza energetica, 20% di energia da fonti rinnovabili.
Investire per la realizzazione di nuove centrali nucleari significa rinunciare agli obiettivi di riconversione ad energia pulita: i due finanziamenti sono incompatibili, quindi bisogna scegliere subito e in maniera lungimirante, senza dimenticare il protocollo di Kyoto. Tanto meno la scelta del nucleare ha senso nelle piccole isole, dove le nuove tecnologie sulle rinnovabili come il solare fotovoltaico, il solare termico e l’eolico, il mini-idroelettrico e le biomasse, permetterebbero una completa autonomia energetica e la creazione di molti posti di lavoro". 7 luglio 2008
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