Nella bella collana Contromano, edita da Laterza, arriva una nuova prova narrativa di Franco Arminio, inventore della paesologia e scrittore quanto mai raffinato. Il volume si intitola 'Nevica e ho le prove' e si propone di tracciare un ritratto della vita di paese raccontandola con una lingua mista, che se prende molto dalla freddezza del resoconto di cronaca apre anche improvvisi squarci poetici. Una lingua che si modella per rendere al meglio quella terribile staticità che siamo abituati ad abbinare alla vita di provincia.
“Si tratta di un libro complesso - ci dice Arminio - un libro che come spesso accade nelle mie pubblicazioni ho impiegato anni a partorire. In questo caso posso dire che Nevica e ho le prove raccoglie quasi trent'anni di riflessione sulla vita di paese e sulle sue nevrosi. Inoltre questa volta volevo scrivere un libro fatto soprattutto di frasi brevi, a volte brevissime. Sapevo che era una scelta rischiosa e il successo che il libro sta ottenendo mi fa veramente piacere”. In Nevica e ho le prove possiamo dire che Arminio arriva al risultato voluto senza mai veramente raccontare, ma usando la penna come se fosse un pennello. Un pennello che dipinge immagini di grande forza e, spesso, desolazione.
“Ho pensato che anche l'uso continuo di elenchi, insomma, il meccanismo della ripetizione - continua lo scrittore paesologo - poteva essere un modo per rendere al meglio la nevrosi che secondo me pervade la vita di paese. Dove tutto è sempre uguale, gli eventi si ripetono sempre uguali a se stessi”. Ma si badi bene, 'Nevica e ho le prove' è tutt'altro che un libro noioso. Come tutte le cose forti cattura il lettore fin dalle prime pagine. E se qualche volta diventa ossessivo nel rendere la mancanza d'aria della vita di paese, il suo tempo immobile, negato alla trasformazione, ecco che improvvisamente arriva la poesia. E non solo quella.
“Infatti oltre alla poesia questa volta ho cercato di utilizzare spesso anche l'ironia - racconta - La poesia è da sempre una delle caratteristiche della mia prosa. Tutti i miei libri hanno sempre utilizzato la poesia accanto alla prosa. Ma questa volta ho cercato anche di essere ironico”. Il volume si conclude in modo insolito. Con un lungo elenco di frasi che cercano di restituire il senso di vite apparentemente amorfe, vissute fuori dal tempo, statiche come statica è la vita di paese.
“Ho riflettuto molto prima di scegliere questa chiusa” - dice Arminio - Perché mi rendevo conto che si trattava di un finale minore, ma nello stesso tempo ero e sono convinto che quelle parole rappresentano bene il senso di questo volume. Perché questa volta non volevo parlare solo dei paesaggi, urbani o naturali, ma anche delle persone”. “Adesso sono già al lavoro per il mio prossimo libro - conclude - Un libro che probabilmente sarà un resoconto di viaggi fatti fra l'Irpinia e la Puglia. Ancora un libro da paesologo, e ammetto che quando ho inventato questa nuova disciplina non avrei mai immaginato che avrebbe avuto il ritorno di pubblico e l'attenzione che ha registrato negli anni”.
11 novembre 2009 - TAG: Arminio | Nevica e ho le prove | Libro |