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AGRICOLTURA BIOLOGICA

 

 

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Gli eroi del cibo

di Vandana Shiva

Vandana Shiva

 ‘Un sistema alimentare irresponsabile minaccia il nostro popolo. Dobbiamo coltivare il rispetto per la terra che ci nutre, per le mani dei contadini’  

 

 

Il dibattito sul Food security act, la legge indiana sulla sicurezza alimentare, si basa su falsità. Il governo sta diffondendo il mito che si tratta del più grande programma mai introdotto al mondo contro la fame e la povertà. Il progetto è stato presentato come la soluzione miracolosa per la crisi agraria e alimentare che l’India sta vivendo, ma in realtà tutti gli esperti economici indicano questa legge come la principale causa della riduzione del valore della rupia e della crescente emergenza economica. 

 A differenza di quello che dice il governo, non si tratta di nulla di nuovo. Come ha chiarito lo stesso ministro per le Politiche alimentari, Mr. Thomas, questo programma non fa altro che raggruppare vigenti sistemi di alimentazione pubblica in modo da presentarsi come un unico grande regime, con l’apporto di un onere finanziario aggiuntivo di 10,000 crore (il crore è un’unità del sistema di numerazione indiano pari a 10 milioni, in questo caso di rupie, ndr). E non è neanche il più grande schema di sempre in termini di copertura: il Public distribution system (Pds) ha avuto una copertura del 100% e ci è costato molto meno (25.000 crore). Un programma, giova ricordarlo, smantellato dal dottor Man Mohan Singh sotto la pressione di Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale nel corso degli adeguamenti strutturali del ‘91, adducendo la spiegazione che un Pds mirato avrebbe ridotto l’onere della sovvenzione. Con questo nuovo programma – il Targeted public distribution system (Tpds) – sono servite meno persone e la sovvenzione invece di diminuire è salita a più di 60,000 crore.  
 
Ecco perché il movimento del diritto al ciboe molti partiti politici hanno chiesto un sistema pubblico di cibo universale, per ridurre l’onere dei costi e la corruzione. Perché sia la crisi alimentare che quella economica sono il risultato di queste cosiddette riforme. A molte persone è negato il diritto al cibo, perché da un lato le condizioni di vita dei piccoli agricoltori vengono colpite per realizzare le riforme delle multinazionali del settore agricolo, dall’altro si privilegiano appalti privati. Il risultato è il debito, la fame e i suicidi dei contadini. Il paradosso è che la metà degli affamati che oggi si trova in India sono contadini che non possono mangiare i loro prodotti, perché coltivano cotone, riso, frumento e mais, colture con elevati costi di ingresso per le quali prendono soldi in prestito. Per ripagare questi debiti devono vendere i loro prodotti senza sfamarsi. 
 
La riduzione dei costidi produzione dovrebbe essere la priorità, ma la legge sulla sicurezza alimentare è totalmente silenziosa sulla questione produzione, approvvigionamento e sostentamento degli agricoltori. È questo, a mio avviso, il suo più grande difetto. Il passo più importante per rafforzare la sicurezza alimentare è garantire i mezzi di sussistenza agli agricoltori, liberandoli dagli ingenti costi in ingresso e dalla trappola del debito. Attraverso l’agricoltura biologica si possono migliorare le condizioni di vita degli agricoltori e la sicurezza alimentare dell’intero paese, nonché la salute e la fertilità del suolo. L’agricoltura bio può inoltre aiutare a sbarazzarsi di più di 150.000 crore di sussidi dati per fertilizzanti chimici e semi aziendali non rinnovabili. 
 
La morte dei 23 bambini in Bihara causa di avvelenamento da pesticidi deve essere il campanello d’allarme. Un sistema alimentare irresponsabile minaccia la terra e la vita del nostro popolo. Il denaro non può compensare il danno. Dobbiamo coltivare il rispetto per la terra che ci nutre, per le mani che ci alimentano. Per questo abbiamo avviato i Giardini della speranza nelle scuole e nelle comunità. Il 16 ottobre, Giornata mondiale dell’alimentazione, daremo la parola ai nostri Annadatas: i contadini e le donne che cucinano nelle case e nelle comunità. Sono loro i veri eroi del cibo. Su di loro si basa la sicurezza alimentare dell’India. Oggi e in futuro. (Traduzione di Tiziana Finelli) 


 

30 settembre 2013 - TAG: Agricoltura biologica | Sicurezza alimentare | Crisi |


 

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