L'Eurofoglia - dodici stelle bianche su fondo verde brillante con al centro una cometa - è il nuovo logo europeo per gli alimenti biologici scelto dai cittadini dell'Ue
L'Europa punta al biologico e dal primo luglio su tutti i prodotti 'bio' dovrà apparire il nuovo logo europeo: un'Eurofoglia formata da dodici stelle bianche su fondo verde brillante con al centro una cometa che i cittadini dell'Ue hanno scelto tra 3.500 proposte. Investire nella produzione biologica è ormai l'obiettivo di molti paesi europei ma questo nuovo slancio richiede un chiarimento da parte della Commissione Ue sul fronte degli Ogm, ed in particolare della coesistenza tra le colture.
Intanto l'Italia scopre il bio-boom. Solo nel primo semestre 2009 - sottolinea con soddisfazione Zaia - "i consumi sono aumentati del 7,4% secondo i dati Ismea. Parliamo di un fatturato di circa tre miliardi; di 45 mila aziende biologiche e di oltre un milione di ettari di superficie coltivata".
La caratteristica, al momento tutta italiana, ma su cui sta prendendo esempio la Spagna, è di puntare anche sulla vendita diretta del prodotto biologico: le aziende che lo stanno facendo hanno conosciuto una crescita del 32%. Ma il prodotto bio ha conquistato anche nuovi settori e fasce sociali. Basti pensare che in tre anni i gruppi d'acquisto solidale sono aumentati del 68 per cento. Non conoscono crisi neppure ristoranti e agriturismi, mentre i cibi bio sono sempre più presenti nelle scuole e nelle mense.
Così - per la prima volta - la domanda di biologico che viene direttamente dai cittadini, sta spingendo l'Europa ad agire e non il contrario.
È infatti in arrivo la proposta della Commissione europea per la produzione di vino biologico. Il progetto è atteso sul tavolo degli esperti nazionali ed europei a fine marzo, inizio aprile. Sul biologico, spiegano gli esperti Ue c'é ancora margine di espansione: si produce frutta e verdure, latte e carni, ma mancano cereali e soia bio che al momento l'Ue importa da Cina e Ucraina. A breve termine paesi importanti dal punto di vista agricolo come la Francia hanno deciso di fare della produzione biologica una priorità. L'obiettivo: triplicare l'attuale superficie a biologico entro il 2012. Stanno crescendo anche Spagna, Germania e Danimarca. Per dare però un vero slancio alla produzione bio è necessario - sono convinti a Bruxelles - superare un importante ostacolo: la creazione di una filiera organizzata di distribuzione.
Insomma le prospettive per il settore bio sono positive anche nella prospettiva della futura riforma della politica agricola europea dopo il 2013, ma resta il problema di uscire dall'impasse sugli Ogm. La palla è nel campo del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso e del neocommissario alla sanità, il maltese John Dalli di cui non si conosce ancora la posizione in materia di biotech. Il presidente sembra voler avanzare con prudenza e lancerà sicuramente un dibattito di riflessione all'interno del collegio dei commissari. Dall'11 giugno 2009 Bruxelles ha bloccato la decisione sulla coltivazione della patata Ogm Amflora su cui il Consiglio Ue non ha preso posizione, e sarebbe già in grado di inviare al Consiglio Ue le proposte di decisione sulla coltivazione del mais Bt11 e Bt1507. Ma appare difficile che Barroso prenda una decisione su specifiche colture senza disporre di un approccio globale da seguire. (Ansa)
09 febbraio 2010 - TAG: Biologico | Europa | Marchio |