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Obama in arrivo a Copenaghen
«Voglio un accordo verificabile»

di Elisabetta Guidobaldi - Ansa

Barack Obama

Davanti al Bella center scontri e 250 manifestanti arrestati, tra cui tre italiani. Ma la situazione è anche pesante nelle stanze dei negoziati, nonostante il presidente Usa abbia lanciato un messaggio di fiducia

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Link Legambiente: «Manifestanti bloccati»

Scontri in piazza tra polizia e manifestanti per il clima proprio sotto ai cancelli del Bella Center, la sede del vertice Onu a Copenaghen. A fine tafferugli sono più di 250 i manifestanti arrestati ieri, tra cui tre italiani. Ma la situazione è anche pesante nelle stanze dei negoziati, nonostante in tarda serata il presidente Usa Barack Obama abbia lanciato un messaggio di fiducia: "Spero che la mia presenza a Copenaghen sia utile per giungere ad un accordo sul clima". Qualsiasi tipo di accordo, ha aggiunto, deve essere "trasparente e verificabile". Quasi a voler dimostrare l'attenzione americana alla Conferenza di Copenaghen, Obama ha deciso di farsi accompagnare in Danimarca dal suo segretario di Stato, Hillary Clinton.

Paralisi e stallo delle trattative comunque regnano nella capitale danese. Consultazioni ristrette ma critiche ancora dai Paesi in via di sviluppo. Manca la bozza di compromesso e le aspettative sono al ribasso. È come riavvolgere ogni volta il nastro. Si torna a parlare di un negoziato che scaturirà in un compromesso "politico" per poi rivedere il tutto in una nuova versione il prossimo anno. E il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo punta il dito su Stati Uniti e Cina: "Sono responsabili della metà delle emissioni globali ma anche del blocco dei negziati. Le loro rigidità non permettono una conclusione". E lancia un accorato monito ai colleghi: "Occorre - ha detto il ministro - una nuova base negoziale, senza qualcosa di nuovo siamo alla paralisi".

Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, non si dice né pessimista né ottimista ma non esclude un accordo all'ultimo minuto. Da registrare l'accordo tra Unione europea e Unione africana per un finanziamento a lungo termine da parte Ue per i Paesi più poveri contro le conseguenze del cambiamento climatico. Un elemento che, secondo gli osservatori, potrebbe rappresentare una svolta negoziale. Intanto la Conferenza Onu entra nel rush finale e si alza di livello con il via alla maratona delle dichiarazioni dei capi di stato e premier, 120 circa. E, in virtù di questo cambio di livello formale si cambia anche la presidenza: al ministro dell'Ambiente danese, Connie Hedeggard subentra il premier danese, Lars Loekke Rasmussen che incarica Hedegaard di condurre le consultazioni informali per cercare di stringere su un compromesso.

Le speranze sono puntate sulla ministeriale ristretta tra 25 ministri dell'ambiente, di cui sei europei. Ma le trattative si bloccano si parla di "giornata persa". Molto deluso per l'andamento dei negoziati a Copenaghen, Ian Fry, il capo delegazione di Tuvalu, il piccolo arcipelago del Pacifico che rischia di sparire con l'aumento dei livelli dell'oceano, ha paragonato la conferenza al Titanic. Anche l'Osservatore Romano interviene: "Più contrapposizioni che soluzioni, manca visione strategica". E si guarda alla giornata di oggi. "Credo ancora che sia possibile arrivare ad un successo ma le prossime 24 ore saranno assolutamente decisive", ha detto il capo negoziatore Onu, Yvo De Boer. Ma fuori è stata battaglia. Scontri polizia-manifestanti proprio di fronte al Bella Center, la sede del vertice Onu sul clima. Fin dalla mattina gli ambientalisti si sono messi in marcia per arrivare al Bella Center. Gli agenti hanno cominciato le cariche quando alcuni dei manifestanti sono riusciti a superare le barriere che erano state collocate a protezione del centro dove si svolge la conferenza. Sia gli agenti che i manifestanti hanno fatto uso di bombolette con gas urticanti. Circa 230 gli arresti.

Gli scontri sono avvenuti sotto una fitta nevicata. Gli agenti si sono disposti su tre file, separate da automezzi (tra jeep e furgoni), e, alla fine dello schieramento, anche delle unità cinofile. Un operatore televisivo è stato ferito da una bottiglietta. In prima fila, quindi a ridosso degli agenti, i "white bloc", con tute bianche e fiori infilati tra i capelli. La polizia è intervenuta con durezza, usando i manganelli su alcuni gruppi di manifestanti. Bloccata nella folla all'ingresso del centro anche il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ha annunciato una protesta formale contro la "disorganizzazione totale".


 

17 dicembre 2009 - TAG: Clima | Copenaghen | Onu |


 

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