Quattro vittime nel 2006. Ieri la morte di una ragazza di 15 anni trascinata via dal fango, con una ventina di feriti. Sull'isola dei Vip e dell'abusivismo si scatena il rimpallo delle responsabilità
Legambiente: «Basta con la paura»
I primi arrivati sul posto si sono coperti gli occhi con le mani: "Sembrava di stare a Baghdad". Fango, massi, auto travolte, alberi sradicati. Pochi minuti dopo le otto, ieri a Casamicciola, comune dell'isola d'Ischia, il tempo si è fermato. Una frana ha ucciso una ragazza di 15 anni e ha ferito circa 20 persone; 15 sono state estratte vive dal fango. Ha attraversato per oltre un chilometro case, strade. Ha fatto paura a tutti. E da quell'ora in questo pezzo dell' 'isola verde' è calato il silenzio. Attorno sono riesplose invece le polemiche sulle responsabilità della tragedia. Un giorno così a Ischia, dopo i morti del Monte Vezzi, dove nel 2006 vi furono quattro vittime, nessuno voleva riviverlo più. Ed invece è di nuovo successo. Ha franato una parte del Monte Epomeo: le forti piogge, dicono i primi rilievi, la causa scatenante.
Immediatamente dopo l'accaduto, si punta il dito contro l'abusivismo, lo stato di sicurezza dei pendii, la mano dell'uomo. Secondo il presidente dell'ordine dei geologi campani, Francesco Russo, la causa del disastro è "l'insufficienza dei canali di sfogo". A Casamicciola, 8 mila abitanti, quella di ieri era una mattina come le altre. A quell'ora, poco dopo le 8, in tanti erano in auto: chi per andare a lavoro, chi per accompagnare i figli a scuola. È quello che stavano facendo Claudio e Aurora. Erano in auto con la loro figlia Anna quando sono stati colpiti dall'ondata di fango. Sono scesi dall'auto, raccontano gli amici, ma Anna e il papà sono stati trascinati verso il mare. E per la quindicenne non c'è stato nulla da fare. La mamma, Aurora, in un letto d'ospedale, la nomina in continuazione. Ha lo sguardo perso nel vuoto e ripete, "Anna, Anna, piccola mia, amore mio, come farò a stare senza di te". Il papà, Claudio, cameriere, non parla, guarda anche lui nel vuoto, e scuote la testa. Il fratello Simone, due anni più grande, e da tempo in Toscana, in una squadra di calcio, il suo addio lo scrive su Facebook: "Vivrò per ricordarti, perché tu non hai potuto farlo".
Tutti, gli amici, chi l'ha vista crescere, la ricorda come una ragazza solare, sempre sorridente, innamorata della vita. Sempre su Facebook, dolore e rabbia. Valeria scrive: "Perché l'amministrazione non ha fatto nulla per evitare tutto ciò?". Anna è morta e il bilancio poteva essere molto più grave: la frana ha colpito oltre 50 auto nella sua furia, per fortuna molte vuote. Ha sfiorato un asilo, a quell'ora pieno di bimbi. Circa una ventina le persone rimaste ferite, delle quali 11 ricoverate ma nessuno in gravi condizioni. C'é chi è stato ritrovato in mare, chi lungo la strada aggrappato ad un albero. Paura, per qualche ora, per un bambino di 6 anni, poi ritrovato vivo. Dopo ore di ricerche dei sommozzatori, i vigili del fuoco confermano che non c'é nessun disperso.
11 novembre 2009 - TAG: Ischia | Frana | Dissesto idrogeologico |