In alcune zone del capoluogo siciliano la raccolta è ferma da giorni e si vedono di nuovo cassonetti dati alle fiamme. Per il Pd «troppi segnali lasciano pensare che l'emergenza venga ora gonfiata e ora sgonfiata ad arte»
Cumuli di rifiuti in tutta la città. Dal centro alla periferia Palermo somiglia sempre più a una discarica a cielo aperto e scoppia la protesta della gente. Il contenuto di diversi cassonetti, nel quartiere Sperone, è stato riversato per strada da cittadini esasperati e disgustati. Un motociclista per evitare uno dei cumuli è scivolato per terra e sono ricominciati i roghi dei cassonetti stracolmi. In alcune zone della città, infatti, la raccolta non viene fatta da giorni per la gioia di topi e scarafaggi che banchettano ai lati delle strade. A Brancaccio e Borgo Vecchio i cumuli sono diventati piccole montagne.
Per questo, la notte scorsa sono divampati una trentina di incendi in diversi punti, come dicono alla sala operativa dei vigili del fuoco "Siamo intervenuti - spiegano i pompieri - in vari quartieri". Il capogruppo del Pd al consiglio comunale, Davide Faraone, lancia un sospetto: "Troppi segnali lasciano pensare che l'emergenza venga ora gonfiata e ora sgonfiata ad arte, ho il timore che i riflettori accesi sul problema rifiuti possano essere utilizzati strumentalmente per portare alla nomina del sindaco Diego Cammarata a commissario straordinario per la realizzazione del termovalorizzatore di Bellolampo".
L'impianto rientra tra i quattro inceneritori previsti nel vecchio piano rifiuti del governo di Totò Cuffaro, ritirato dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dopo che l'Alta Corte di giustizia europea aveva giudicato illegittimi i bandi. Il governo Lombardo non ha ancora deciso se riproporre i termovalorizzatori nel nuovo piano dei rifiuti. I trentacinque autocompattatori dell'Amia disponibili, su settanta, non sono sufficienti per raccogliere e smaltire tutta l'immondizia e completare i giri previsti anche se è stato introdotto un terzo turno in aggiunta ai due consueti.
Per riuscire a svuotare i cassonetti della città sarebbero, infatti, necessari almeno cinquanta mezzi, ma il dissesto economico (131 milioni di debiti) impone al nuovo presidente, Gaetano Lo Cicero, lo stop alle spese, almeno fino alla notizia di nuove entrate. "La situazione è peggiorata a causa di un guasto alla discarica di Bellolampo che è stata chiusa venerdì notte - ha spiegato Lo Cicero - e poi le forti piogge hanno reso più difficile il raggiungimento della discarica da parte degli automezzi. Il fango ha causato anche la rottura di alcuni autocompattatori. Anche la ditta di manutenzione ha problemi a gestire l'elevato numero di mezzi da riparare. In ogni caso, entro domenica la situazione dovrebbe tornare normale, in attesa dei fondi che dovrebbero arrivare dal Comune".
Secondo il piano industriale, che a giorni sarà presentato dall'Amia, il Comune dovrà versare 107 milioni di euro per coprire i costi del servizio di raccolta rifiuti. In attesa della boccata d'ossigeno, però l'Amia non fa respirare i cittadini, costretti a tenere chiuse le finestre, nonostante il caldo di questi giorni, per il cattivo odore che sale dai cassonetti.
(Ansa)
02 ottobre 2009 - TAG: Palermo | Rifiuti | Sicilia |