Un nuovo modello basato sui cambiamenti nel livello degli oceani avvenuti negli ultimi 22.000 anni indica che entro la fine del secolo l'innalzamento potrebbe andare da un minimo di 7 centimetri a un picco di ben 82 centimetri in risposta al riscaldamento globale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, è stato condotto da Mark Siddall dell'Università di Bristol in collaborazione con ricercatori svizzeri e statunitensi e i risultati sono in linea con le proiezioni fornite dal quarto rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) pubblicato nel 2007.
Attualmente il comportamento dei ghiacci delle calotte polari non è ben chiaro e questo produce incertezze nei risultati delle proiezioni sul livello del mare in risposta al riscaldamento globale, rendendo i risultati dei modelli climatici piuttosto controversi. Di conseguenza i ricercatori hanno voluto confrontare i risultati ottenuti dal complesso modello utilizzato dall'Ipcc con quelli ottenuti con un modello diverso.
I dati di partenza sono stati quelli relativi a resti fossili delle barriere coralline e alle temperature misurate nelle carote di ghiaccio relative ai passati 22.000 anni, cioé a partire dal periodo di massima espansione dei ghiacci durante dell'ultima glaciazione (Ultimo massimo glaciale) al periodo interglaciale (Olocene). In questo modo i ricercatori hanno stimato che se le temperature globali aumenteranno del valore minimo previsto di 1,1 gradi, alla fine del XXI secolo il livello del mare salirà di 7 centimetri.
Se le temperature globali saliranno del massimo ipotizzato, ossia 6,4 gradi, l'innalzamento del livello del mare toccherà gli 82 centimetri. Le stime dell'IPcc non sono molto dissimili, concludono i ricercatori, e indicano un innalzamento possibile da un minimo di 18 a 76 cm.
(Ansa)
27 luglio 2009 - TAG: Clima | Oceani | Mare |