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Clima, accordo dimezzato al G8
Via il tetto al 2050 per le emissioni

Il G8 a L'Aquila

Al summit dell'Aquila le economie emergenti hanno accettato di contenere a due gradi l'aumento della temperatura mondiale, ma non hanno accettato un tetto preciso per il calo delle emissioni

La scure dei paesi emergenti si è abbattuta sul G8 dando vita a un'intesa dimezzata per quanto riguarda la lotta ai cambiamenti climatici. Le nuove economie hanno accettato di contenere a due gradi l'aumento della temperatura mondiale rispetto all'era preindustriale, ma non hanno accettato di quantificare un tetto preciso per il calo delle emissioni di CO2 entro il 2050, limitandosi a sottoscrivere un impegno per una loro "riduzione sostanziale". La doccia fredda, non inaspettata, è arrivata dalla Cina che ancora prima dell'avvio dei lavori del Mef (il Major Economies Forum che riunisce i paesi di G8 e G5, più Indonesia, Corea del sud, Australia e Ue e rappresenta l'80% delle emissioni di c02 del mondo), ha dichiarato di non ritenersi vincolata dall'accordo tra gli Otto grandi che prevede di ridurre del 50% i gas ad effetto serra entro il 2050, con un impegno delle nazioni più industrializzate pari ad una riduzione dell'80%.

"È fondamentale che i paesi sviluppati prendano in considerazione le diverse condizioni" dei paesi emergenti e in via di sviluppo, ha detto il direttore del servizo stampa e informazione del ministero degli esteri cinese Ma Daoxu. E anche l'Egitto, che ha partecipato al vertice del G14, ha insistito su questo tasto. Il presidente Hosni Mubarak ha invocato un compromesso "equo ed equilibrato", che prenda in conto "le aspirazioni dei Paesi in via di sviluppo senza imporre loro vincoli che abbiano effetti su tali aspirazioni". L'India, con il presidente Manmohan Singh ha insistito sulla necessità di soluzioni che non perpetuino in alcun modo la povertà delle nazioni in via di sviluppo.

"Con i paesi del Mef non siamo riusciti a formulare target di riduzione del C02 entro il 2050 e neppure target di medio termine, ma l'accettazione del contenimento delle temperature entro i 2 gradi celsius è un importante passo in avanti: è la prima volta ed è un avanzamento ", ha dichiarato il premier svedese e presidente di turno della Ue Fredrik Reinfeldt. "Siamo sulla buona strada per un accordo ambizioso a Copenaghen. L'intesa di oggi è una svolta", ha aggiunto il presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso. E anche il premier Silvio Berlusconi si è detto più fiducioso: " Da oggi possiamo guardare con maggiore ottimismo al vertice di Copenaghen, anche perché da parte di India e Cina c'é stato un atteggiamento molto positivo che ci ha sorpreso".

A limitare comunque la dimensione dell'accordo sono state soprattutto le richieste di Pechino e Nuova Delhi, che ai paesi sviluppati hanno chiesto "più soldi per finanziare il loro cammino verde" e "impegni più forti per la riduzione dei gas nocivi, considerata la loro responsabilità storica nel disastro ambientale", ha spiegato un diplomatico. I paesi più industrializzati non sono riusciti invece a concordare obiettivi a medio termine per un calo significativo dei gas nocivi già entro il 2020 e neppure a precisare i loro impegni finanziari verso le nazioni in via di sviluppo. Il pacchetto sugli aiuti è stato rinviato al G20 di Pittsburg, di metà settembre. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon ha stigmatizzato questa attitudine, dichiarando che i progressi tra gli Otto grandi "non sono sufficienti". Ban Ki Moon, che gestirà i negoziati di Copenaghen per il futuro del Protocollo di Kyoto, ha invitato gli Otto a fare di più perché la lotta al cambio climatico "é un imperativo morale e politico e una responsabilità storica, per il futuro dell'umanità e dello stesso pianeta".

I paesi del Mef hanno potuto annunciare l'avvio di una partnership globale per promuovere le tecnologie verdi, a basso contenuto di carbone. L'idea è di raddoppiare entro il 2015 gli investimenti pubblici nella ricerca e nello sviluppo indirizzandoli all'efficienza energetica, all'energia solare, alle reti elettriche interattive, alla cattura e allo stoccaggio del carbone e alla produzione di veicoli di ultima generazione. Le indicazioni dei paesi guida dovranno arrivare entro il 15 novembre. Il Messico ha proposto di creare un Fondo verde per facilitare il sostegno internazionale alle nazioni in via di sviluppo. Questa ed altre proposte per un nuovo sistema di finanziamento saranno discusse in nuovi incontri che impegneranno i leader in questi 150 giorni che li separano da Copenaghen.
(Ansa)


 

09 luglio 2009 - TAG: Clima | G8 | Emissioni |


 

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