La Nuova Ecologia.it - il giornale di Legambiente


Salta al contenuto | Vai al menu archivio

Motore di ricerca


Sei qui: Home / Notizia / Il giudice sulla Tav del Mugello: «Ignorate le norme ambientali»


Contenuto della pagina

invia la pagina a un amico Invia a un amico | stampa la pagina Stampa la pagina | Grandezza testo aumenta il carattere diminuisci il carattere reset caratteri

Notizia:

TAV

 

 

Condividi:  wikio   oknotizie   digg   del.icio.us

Il giudice sulla Tav del Mugello:
«Ignorate le norme ambientali»

In cantiere Tav nel Mugello

Rese note le motivazioni della sentenza per i danni ambientali causati in Mugello dai lavori per l'Alta velocità. Le condanne, da tre mesi a 5 anni, sono state 27. Il giudice stabilì un risarcimento dei danni di oltre 150 milioni di euro e il ripristino dello stato dell'ambiente

 

"Le dichiarazioni rese in dibattimento da alcuni imputati hanno evidenziato l'assoluta ignoranza, o ritenuta irrilevanza, delle norme poste a tutela della salute pubblica, rivendicando con orgoglio di aver eseguito un'opera pubblica mai realizzata prima". Lo scrive il giudice di Firenze nelle motivazioni della sentenza per i danni ambientali causati in Mugello dai lavori per l'Alta velocità. Le condanne, da tre mesi d'arresto a 5 anni di reclusione, sono state 27; il giudice stabilì una provvisionale per il risarcimento dei danni di oltre 150 milioni di euro e il ripristino dello stato dell'ambiente.

Fra i condannati figurano i vertici del Consorzio Cavet (75% Impregilo), che ha avuto in appalto i lavori Tav. Secondo il tribunale "la scelta di operare prescindendo dalle norme di legge a tutela dell'ambiente" è "stata motivata esclusivamente da una valutazione di carattere prettamente economico". Il giudice parla "del più rilevante inquinamento ambientale" che la Toscana e in particolare il Mugello abbiano "conosciuto", "sotto il profilo dell'inquinamento di vastissimi terreni a vocazione agricola o comunque verde", "dell'inquinamento delle falde acquifere" e per la "oggettiva perdita di ingenti risorse idriche".

"La sentenza del tribunale di Firenze si segnala per le gravi contraddizioni che la caratterizzano" replicano gli avvocati Nino D'Avirro ed Eriberto Rosso, legali di Cavet, commentando le motivazioni della sentenza sui danni provocati in Mugello per la realizzazione dell'alta velocità fra Firenze e Bologna. I reati per i quali sono state emesse le condanne sono traffico e illecito smaltimento dei rifiuti, soprattutto smarino (rocce contaminate da oli) ricavato dalla perforazione delle gallerie e fanghi; assoluzioni per il danneggiamento dei corsi d'acqua, ritenuto non doloso.
 
"La più clamorosa delle contraddizioni - spiegano i legali - è quella che vede Cavet condannato al pagamento di una pesante provvisionale per inquinamento e omessa bonifica di siti, cioè cave e discariche, per i quali, invece, gli enti pubblici preposti al controllo, dopo numerosissime analisi, hanno escluso l'inquinamento della maggior parte di quei siti. Senz'altro la corte d'Appello saprà porre rimedio".

 

08 giugno 2009 - TAG: Tav | Mugello | Firenze-Bologna |


 

  • Nessun commento presente.

Invia il tuo commento

Email


captcha
Inserisci il codice che vedi nell'immagine:





vai al canale acquista | sottoscriviti agli RSS di La nuova ecologia | iscriviti alla newsletter


Redazione
tel. +39 0686203691
fax +39 0686218474
contatta via email