Rese note le motivazioni della sentenza per i danni ambientali causati in Mugello dai lavori per l'Alta velocità. Le condanne, da tre mesi a 5 anni, sono state 27. Il giudice stabilì un risarcimento dei danni di oltre 150 milioni di euro e il ripristino dello stato dell'ambiente
"Le dichiarazioni rese in dibattimento da alcuni imputati hanno evidenziato l'assoluta ignoranza, o ritenuta irrilevanza, delle norme poste a tutela della salute pubblica, rivendicando con orgoglio di aver eseguito un'opera pubblica mai realizzata prima". Lo scrive il giudice di Firenze nelle motivazioni della sentenza per i danni ambientali causati in Mugello dai lavori per l'Alta velocità. Le condanne, da tre mesi d'arresto a 5 anni di reclusione, sono state 27; il giudice stabilì una provvisionale per il risarcimento dei danni di oltre 150 milioni di euro e il ripristino dello stato dell'ambiente.
Fra i condannati figurano i vertici del Consorzio Cavet (75% Impregilo), che ha avuto in appalto i lavori Tav. Secondo il tribunale "la scelta di operare prescindendo dalle norme di legge a tutela dell'ambiente" è "stata motivata esclusivamente da una valutazione di carattere prettamente economico". Il giudice parla "del più rilevante inquinamento ambientale" che la Toscana e in particolare il Mugello abbiano "conosciuto", "sotto il profilo dell'inquinamento di vastissimi terreni a vocazione agricola o comunque verde", "dell'inquinamento delle falde acquifere" e per la "oggettiva perdita di ingenti risorse idriche".
08 giugno 2009 - TAG: Tav | Mugello | Firenze-Bologna |