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Cambiamenti climatici e malattie
A rischio 7 miliardi di persone

Cura di malattie tropicali

L'aumento della temperatura globale porterà nei paesi a clima temperato e freddo malattie oggi tipicamente tropicali, la siccità farà dilagare gastroenterite e malnutrizione, le ondate di calore faranno milioni di vittime. L'allarme lanciato sulla rivista Lancet

LA MINACCIA. La più grossa minaccia globale del XXI secolo per la salute umana arriva dal clima, i mutamenti climatici sono un problema di salute per miliardi di persone: l'aumento della temperatura globale porterà nei paesi a clima temperato e freddo malattie oggi tipicamente tropicali, la siccità farà dilagare mali come la gastroenterite e malnutrizione, le ondate di calore faranno milioni di vittime. Gli anni di vita in buono stato di salute che saranno persi a causa dei cambiamenti climatici saranno 500 volte di più in paesi come l'Africa rispetto a quelli occidentali. L'allarme arriva dal rapporto pubblicato sulla rivista Lancet da un gruppo di esperti guidati da Antohny Costello dell' università College di Londra che hanno preso in esame tutte le possibili minacce, dirette e indirette, dei cambiamenti climatici alla salute umana. "Il messaggio più importante che viene dal report - dichiara Costello - è che i cambiamenti climatici sono un problema di salute che affligge miliardi di persone, non solo quindi un problema ambientale, non solo una minaccia alla vita degli orsi polari e alle foreste.

IMPATTO GLOBALE. L'impatto sarà sentito in tutto il mondo e non in un futuro distante ma nel corso delle nostre vite e di quelle dei nostri figli". Il gruppo britannico ha puntato l'attenzione su sei aree chiave della salute: misure igieniche a salvaguardia della salute pubblica, nuova distribuzione delle malattie con spostamento di alcune oggi tipiche dei paesi tropicali anche nelle regioni temperate, eventi catastrofici come inondazioni o uragani, stanziamenti umani e migrazioni. Gli autori del report hanno stimato l'impatto dei cambiamenti climatici sulla salute facendo simulazioni con i diversi scenari climatici possibili, dall'aumento della temperatura globale di 2 gradi alla catastrofica eventualità di un aumento di ben 6 gradi. Un solo grado in più significa una riduzione dei raccolti agricoli del 17%, quindi un aumento del prezzo dei cibi e l'impennata dei problemi di malnutrizione.

CARESTIA E SICCITÀ. La metà della popolazione mondiale dovrà fare i conti con gravi carenze di cibo entro la fine del secolo se le temperature aumenteranno. Inoltre entro il 2020 fino a 250 milioni di persone in Africa dovranno fronteggiare problemi legati alla siccità se non verranno prese misure risolutive, con gravi conseguenze sulla salute perché acqua e misure igieniche sono cruciali per prevenire gastroenterite, diarrea e malnutrizione. Aumenteranno le malattie: anche minimi aumenti di rischio di soffrire di condizioni legate al clima come diarrea e malnutrizione, causeranno un enorme aumento del carico totale di malattia nel mondo, in particolar modo nei paesi in via di sviluppo. Inoltre malattie come malaria, encefaliti da zecche, febbri emorragiche diverranno sempre più diffuse, mettendo in crisi anche le strutture ospedaliere dei paesi occidentali ora a clima freddo che mancano di esperienza gestionale della malaria e di altre malattie infettive e parassitarie.

ONDATE DI CALORE. Entro il 2100 le temperature estive di India sud-orientale ed Australia supereranno i 50 gradi, quelle dell'Europa del Sud, Sud-Ovest e Centro i 40. Alla fame e ai problemi igienici e di salute pubblica legati a carenze idriche, potrebbe dunque aggiungersi l'emergenza decessi da ondate di calore, che colpirebbe tanto i paesi occidentali quanto quelli emergenti. Bisogna dunque che le istituzioni sanitarie nazionali e internazionali si interessino attivamente ai cambiamenti climatici, lavorando al miglioramento dei sistemi sanitari molto diseguali tra paesi del Nord e del Sud del mondo, disuguaglianza che si traduce in una perdita di anni di vita in salute per i cambiamenti climatici di 500 volte maggiore in Africa che nei paesi occidentali, benché l'Africa sia il paese oggi meno responsabile di tali mutamenti. Inoltre devono essere prese misure per incentivare le persone ad adottare stili di vita a bassa emissione di carbonio.


 

14 maggio 2009 - TAG: Clima | Salute | Lancet |


 

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